mercoledì 18 e venerdì 20 novembre

Teatro Studio Krypton: «Nel canto della Balena Bianca» e «Fame VR» in streaming gratuito

di Roberta Manetti - - Cronaca, Cultura

FIRENZE – I teatri sono chiusi, ma le compagnie non restano inerti. Teatro Studio Krypton trasmette questa settimana in streaming gratuito sul suo canale youtube due pièces, «Nel canto della Balena Bianca» (mercoledì 18 novembre) e «Fame VR» (venerdì 20), due opere video pensate per la rete in tempi di pandemia. I video saranno pubblicati sui social e sul sito di Krypton e si potranno vedere gratuitamente anche nei giorni successivi alla loro messa online.

Dal “Laboratorio per il riconoscimento del limite umano“, il progetto realizzato da TS Krypton con il contributo di Regione Toscana nell’ambito di Toscanaincontemporanea2020 con il Centro Pecci di Prato, scaturiscono queste due due opere video, le cui sperimentazioni disegnano una linea di continuità nella scelta della compagnia di perseguire l’applicazione dei  nuovi linguaggi ed in particolare delle nuove tecnologie alle arti sceniche. L’uso dello streaming e delle produzioni video risponde ormai ad una esigenza diffusa nella performing art e nell’arte in generale.

«Nel canto della balena bianca», di e con Giancarlo Cauteruccio, online dal 18 novembre, è ispirato a Moby Dick di Herman Melville; scenografia virtuale e montaggio video Massimo Bevilacqua. Alla performance di visual teatro ha fatto seguito il video omonimo girato in modalità HD nella splendida cripta della ex Chiesa di San Pancrazio, che  ha immaginato come il ventre di una balena. L’occasione è stata la mostra “Di squali e di Balene”, ideata dal  Museo Marini in collaborazione col Museo ‘La Specola’ del Sistema Museale di Ateneo di Firenze. Una installazione che ha messo in dialogo passato e presente per richiamare l’attenzione del pubblico sulle questioni ambientali e invitare tutti a una riflessione condivisa sul futuro. Cauteruccio ha trasformato la cripta in uno spazio immersivo di grande suggestione grazie ad un videomapping totalizzante. Ed ha coinvolto anche i mostri marini dell’Ottocento, i due soggetti della mostra: lo squalo tigre di oltre tre metri e lo scheletro di un capodoglio di circa dieci metri, animali  che rimandano a opere di Damien Hirst e Gino De Dominicis. Cauteruccio ha dato voce alla creatura bianca, il Leviatano inafferabile, sprofondando nell’oceano insieme a lei. Ha Inventato parole che Moby Dick non possiede e le ha  impastate con il canto delle balene. Ahab, il tragico capitano di shakespeariana memoria, non potrà mai fermarla. Brani del libro, testi originali di Anna Lufrano e la canzone di Lucio Dalla “Ma come  fanno i Marinai“hanno  costituito il tessuto drammaturgico dell’assolo. Una breve e delicata performance in cui il regista ed interprete ha voluto sottolineare come  la potenza della natura non possa essere oltraggiata dalla sfida umana che da sempre si ostina a voler  superare  il limite. Durata video 22 minuti.

«Fame Vr», online dal 20 novembre (di e con Giancarlo Cauteruccio, ideazione e regia Giancarlo Cauteruccio e Massimo Bevilacqua, riprese e montaggio Gold Productions /Omar Rashid e Sasan Bahadorinejad, audio e luci Diego Costanzo) è un video ripreso a 360 in un luogo nato per mettere in relazione il teatro ed il cibo. Attraverso questo esperimento lo spettatore ha la possibilità di vivere una particolare esperienza percettiva. Il lavoro viene concepito nei giorni del primo lockdown quando Giancarlo Cauteruccio, come moltissimi, ha cercato di esorcizzare la paura della pandemia e lo straniamento dell’isolamento cucinando e mangiando. Il cibo e la sua preparazione: da qui il desiderio di tornare al suo testo «Mi fa fame», uno dei tre poemetti pubblicati in «Panza, Crianza, Ricordanza, tre pezzi dalla solitudine» (Edizioni  della Meridiana 2008), alla base di un fortunato spettacolo teatrale. La location scelta è il Teatro del Sale di Firenze con la sua sala, il palcoscenico e le cucine a vista. Solo,  nello spazio vuoto, Cauteruccio recita in palcoscenico nel suo idioma di origine, il calabrese, che, primo in Italia, fatto assurgere  a lingua teatrale, raccontando la malattia della fame. Simultaneamente il suo corpo si muove nelle cucine , circondato da cuochi che appaiono come fantasmi; simultaneamente si accanisce sul cibo disposto su un tavolo  in una sala deserta  e lo divora allo stesso ritmo con il quale recita. La ripresa a 360 gradi consente  di  osservare  le tre condizioni di solitudine. Ancora una prova questa per un artista eclettico, una nuova  strada tecnologica per produrre linguaggio ed una innovativa modalità di fruizione dell’arte scenica fuori dal luogo deputato da proporre al pubblico. Lo spettatore  quindi può immergersi in una nuova condizione attraverso l’uso di visori come l’Oculus Go, HTC Vive e Oculus Rift,oppure  con ogni tipo di cardboard insieme ad uno Smartphone, altrimenti ruotando con il proprio corpo puo’ ricercare  le  tre azioni sceniche simultanee sul cellulare. Durata video 15 minuti

Info www.teatrostudiokrypton.it

 

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