Consiglio europeo verso accordo sul Recovery Fund, superate perplessità Polonia e Ungheria

Dopo incontri, scontri, veti, minacce, promesse di esclusione dei due Paesi ribelli e di prosecuzione di accordi a 25 invece che a 27 sembra che l’Unione Europea stia rattoppando i cocci e possa suoerare anche questa grave crisi. Salvo rimandare altre lottte alla prossima occasione, visto che si tratta di un meccanismo  istituzionale complesso e destinato a non funzionare.

La presidenza tedesca del Consiglio e la Presidente tedesca della Commissione hanno fatto di tutto per far tornare nell’alveo stabilito (da loro) le contestazioni e conservare così quella primazia che consente ormai da più di 25 anni ai tedeschi di fare gli interessi propri e non quelli dell’Europa. Soprattutto in periodi di crisi economica come questo, quando l’acc’rd’ per il nuovo Mes dovrà servire a salvare le banche tedesche a spese dei risparmiatori italiani, senza opposizione di Pd e soci.

Ecco dunque che si levano i peana per i passi positivi fatti per l’accordo a 27 sul Recovery fund a sul Mes, superando l’ostruzionismo, il veto di Polonia e Ungheria.

Siamo in dirittura finale, confidiamo di poter superare il veto di Polonia e Ungheria sul Recovery fund, ci sono segnali di avvicinamento nelle ultime ore, è importante sbloccare i 209 miliardi che servono all’Italia e confidiamo di farlo in queste ore: lo ha detto il premier Giuseppe Conte entrando al vertice Ue.

I negoziati di oggi per sbloccare il veto sul Bilancio Ue ed il Recovery fund”sono importanti. Ci sono state quattro settimane di negoziati, ma siamo ad un centimetro dall’accordo a favore dell’unità dell’Ue e per la vittoria del buon senso, perché è chiaro che con la pandemia dobbiamo comportarci ragionevolmente e pensare all’assistenza degli europei e dei Paesi più colpiti dal punto di vista economico. Lo ha detto il premier ungherese, Viktor Orban, arrivando al Consiglio europeo.

Dobbiamo evitare decisioni arbitrarie nelle regole dello stato di diritto per questo siamo impegnati in un negoziato che chiarisce quale è la linea di demarcazione tra regolamentazione anti frode, che sosteniamo, e lo stato di diritto che è già chiarito nel trattato: lo ha detto il Premier polacco Mateusz Morawiecki entrando al vertice Ue. Mischiare le due cose crea una situazione pericolosa che potrebbe portare a un attacco per motivazioni politiche. Oggi potremo essere attaccati noi, ma in futuro anche altri, Italia, Spagna. Per evitare questa ambiguità abbiamo presentato queste conclusioni, prerequisito per andare avanti.

Oggi vedremo se possiamo raggiungere l’unaminità sul bilancio Ue e il Recovery Fund. Sarebbe un segno importante della capacità d’azione dell’Ue: così la cancelliera tedesca Angela Merkel arrivando al vertice Ue. Negli ultimi giorni la Germania – e anche io personalmente – ha lavorato molto duramente per rispondere alle preoccupazioni dell’Ungheria e della Polonia e allo stesso tempo per preservare il meccanismo dello stato di diritto, ha aggiunto.

Sono contenta che si sia trovata una soluzione per sbloccare il veto di Polonia e Ungheria sul Bilancio Ue ed il Recovery fund. La parte sul meccanismo dello stato di diritto è rimasta invariata e questo per me è fondamentale. E spero che il pacchetto da 1.800 miliardi possa avanzare, perché gli europei e le imprese europee ne hanno bisogno. Così la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, arrivando al Consiglio europeo.

Credo che tutti siano consapevoli dell’importanza di questa partita europea e della necessità che l’Italia, come gli altri Paesi, converga su priorità e modalità di attuazione del Recovery. Non ci sono al momento scadenze, c’è solo la necessità di concentrarsi sulle priorità e sui meccanismi attuativi perché sappiamo che una volta stabiliti gli obiettivi bisogna anche avere la capacità di rispettare i tempi e le scadenze concordate. Così il commissario Ue Paolo Gentiloni. La commissione è pronta al dialogo, appena ci verrà trasmesso, ma il dialogo è già cominciato, stiamo parlando con le diverse strutture del governo italiano.

Penso che sia una proposta molto utile perché ci può far fare finalmente un passo in avanti. Così Gentiloni rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano di commentare la proposta della presidenza tedesca per sbloccare il Recovery e il bilancio Ue. Non credo sia toccata minimamente l’intesa che era stata raggiunta dal Consiglio con il Parlamento europeo e credo che saranno i leader a valutarla – ha aggiunto -, ma che una valutazione positiva potrebbe aprire la strada finalmente alla partenza del percorso di ratifiche e quindi all’attuazione di Next Generation Eu.

Un compromesso sul bilancio Ue e il Recovery fund sta per essere trovato e spero che potremo finalizzarlo nelle prossime ore per vedere arrivare i primi pagamenti nelle prossime settimane. Lo ha detto il presidente francese, Emmanuel Macron, arrivando al vertice Ue.

Oggi al Consiglio affronteremo il tema del prossimo bilancio pluriennale europeo ed il Recovery. Ci sono ancora delle questioni da risolvere sul meccanismo della condizionalità per lo stato di diritto. Siamo vicini ma non ancora sulla linea di arrivo, è necessario ancora un lavoro da fare nelle prossime ore per arrivare al traguardo, ma sono convinto che ci si possa arrivare. Così il presidente del Consiglio europeo Charles Michel al suo arrivo al vertice Ue.

Per il premier olandese Mark Rutte la dichiarazione interpretativa sullo stato di diritto va approfondita. Ho tre domande fondamentali: voglio sapere cosa pensa il Parlamento Ue, e spero possiamo saperlo stamattina dal presidente; e voglio essere assolutamente sicuro che il compromesso non limiti in alcun modo il meccanismo e le sue regole, ha detto Rutte entrando al vertice Ue. Rutte ha auspicato che i servizi legali del Consiglio possano preparare un parere oggi o domani, e che la presidente Ursula von der Leyen possa assicurare che le violazioni dello stato di diritto possano essere sanzionate a partire dal primo gennaio 2021.

Nella giornata di ieri, la Presidenza di turno tedesca, aveva già trovato un accordo con Ungheria e Polonia per una soluzione sul meccanismo sullo stato di diritto per sbloccare il veto sul Bilancio Ue e sul Recovery. La soluzione non prevede la riapertura di quanto già negoziato, ed è attualmente al vaglio degli ambasciatori dei 25 Stati membri al Coreper. La sua percorribilità dovrà essere comunque valutata anche dal Parlamento europeo.

Tutti contenti dunque, ma molti, anche in Italia, temono che a farne le spese dei risparmiatori italiani.

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Paolo Padoin

Già Prefetto di Firenze Mail

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