Le dichiarazioni dell'ex ministro

Immigrazione: processi a Salvini tutti il 12 dicembre, a Catania caso Gregoretti, a Palermo caso Open Arms

ANSA/Riccardo Dalle Luche

MILANO – Il caso, o piuttosto la disorganizzazione conclamata della nostra giustizia,  ha fatto sì che i due processi contro Salvini, accusato per sequestro di persona a danno di migranti dalla magistratura siciliana e approvati dal Parlamento, si debbano tenere nella stessa giornata, uno a Catania, l’altro a Palermo, impedendo in tal modo all’ex ministro di essere presente a uno dei due.

«Penso che solo in Italia ci sia un processo a un ministro che ha fatto quello che ha promesso di fare, perché il blocco degli sbarchi e la limitazione dell’immigrazione clandestina è qualcosa che avevo promesso agli italiani, nessuno non lo sapeva. Io vado a processo perché ho fatto, ed è quello che rifarò: quando tornerò al governo, perché ci torneremo – e mi rifiuto di pensare che l’attuale governo si trascini tra inefficienze e contrasti ancora troppo a lungo – quando gli italiani torneranno a scegliere, io sull’immigrazione avrò lo stesso atteggiamento, perché entrare in Italia è un diritto se hai il permesso di farlo». Lo ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini, a ‘Buongiorno Lombardia’ su Telelombardia.

«Tutti gli altri ministri che devono essere ascoltati li ha chiamati il giudice – ha sottolineato Salvini – noi avevamo coinvolto il ministro Lamorgese, che ha Covid e le faccio auguri a distanza, perché hanno continuato ad operare nella stessa maniera anche se non hanno bloccato le navi delle Ong, hanno riaperto i porti e gli sbarchi sono più che triplicati, però la modalità operativa è rimasta la stessa. Quello che ho fatto, ha spiegato il leader del Carroccio
l’ho fatto in compagnia di tutto il governo, infatti domani verranno ascoltati gli ex ministri Trenta e Toninelli poi Conte, Di Maio e altri. Mi spiace solo per il tempo che perde la giustizia italiana che avrebbe reati veri di cui occuparsi. E’ un processo assurdo, rischio 15 anni di carcere, più di uno stupratore o un assassino. Ma credo
nella giustizia italiana. In quelle aule andrò a testa alta, mi spiace solo per i soldi che si spendono per il processo e il tempo che tolgo alla mia famiglia e al lavoro».

Queste le dichiarazioni dell’ex ministro per quanto concerne la seconda giornata dell’udienza preliminare del processo Gregoretti a Catania che si tiene domani 12 dicembre.

Ma la furia antisalviniana dei giudici siciliani ha fatto sì che, casualmente, nello stesso giorno, 12 dicembre, sia prevista l’udienza per altro processo intentato a Palermo dove Salvini deve rispondere delle medesime accuse, sequestro di persona ed altro, per un altro «no» all’approdo di una nave carica di migranti, in questo caso la Open Arms della omonima Ong catalana, che nell’agosto 2019, negli ultimi giorni del governo Cinquestelle-Lega, restò in attesa del porto sicuro con 163 migranti a bordo per tre settimane, l’ultima trascorsa davanti a Lampedusa dove poi i migranti sbarcarono sulla base di un provvedimento di sequestro della nave da parte del procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio.

Salvini ha fatto  chiedere dai suoi avvocati al gip di Palermo di rimandare l’avvio dell’udienza preliminare per il caso Open Arms a un’altra data.

 

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Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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