Migranti: Oim denuncia 3.200 morti, Navi Ong tornano in mare, sbarchi in Italia triplicati

Un naufragio: immagine  nel Mediterraneo

ROMA – Le organizzazioni umanitarie pro migranti e contro l’Europa e l’Italia tracciano un bollettino pietistico delle vicende migratorie del 2020, segnate dalla pandemia. Che però non ha assolutamente interrotto il flusso degli arrivi, i cittadini europei sono bloccati in casa, i migranti scorrazzano liberamente per terra e mari. Ecco i bilanci indirizzati di Oim e Ong e quello ufficiale del Ministero dell’Interno italiano. I commenti sono unidirezionali, a favore dei migranti, i dati del ministero dell’interno sono indiscutibili.

OIM – Nel 2020 sono circa 1.100 i morti nel Mar Mediterraneo, secondo le stime dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim). In media tre persone al giorno hanno perso la vita o sono scomparse durante la traversata con l’intento di cercare di costruirsi un futuro migliore in Europa fuggendo da paesi in guerra, da violenza e discriminazione. Da inizio anno (al 22 dicembre), il progetto Missing Migrants dell’Oim indica 739 vittime nel solo Mediterraneo centrale. Mentre lungo le rotte migratorie di tutto il mondo 3.200 persone circa hanno perso la vita quest’anno, nonostante le restrizioni di viaggio in conseguenza del Covid. Un numero in calo rispetto al 2019 (5.327 decessi), ma visto che la pandemia complica anche la capacità di monitorare molte rotte migratori e la raccolta dei dati, probabilmente il numero dei morti è molto più alto, evidenzia l’Oim. Cicero pro domo sua, ovviamente.

NAVI ONG – Cinque navi di soccorso non sono in grado di operare a causa di fermi amministrativi. Tolto alla Ocean Viking,  nave della Ong Sos Mediterranee, dopo essere rimasta bloccata per 5 mesi a Porto Empedocle, il ritorno in mare è previsto nel 2021. Nel Mediterraneo centrale ci sarà anche l’Aita Mari, la nave umanitaria della Ong basca Salvamento Maritimo Humanitario. Avrà inizio a febbraio 2021 invece la missione Moas-Sea-Eye. Moas, l’organizzazione umanitaria maltese che per prima nel 2014 ha iniziato i salvataggi di persone migranti in mare, opererà a bordo della nuova nave Sea-Eye 4. Quest’ultima è un’imbarcazione da rifornimento offshore (costruita nel1972, lunga 55 m e larga 11 m) attualmente in fase di riconversione in Germania e sarà in grado di accogliere e assistere un numero più alto di persone rispetto alle precedenti imbarcazioni di Sea-Eye. Tornerà in campo poi anche Mediterranea con le sue navi.

VIMINALE – Da inizio anno i migranti sbarcati sulle coste italiane, secondo i dati del Viminale aggiornati al 22 dicembre, sono 33.713. I picchi ci sono stati durante i mesi estivi e a novembre. Gli arrivi in Italia sono triplicati rispetto allo stesso periodo del 2019 quando se ne sono registrati 11.277 (al 31 dicembre 11.471), mentre nel 2018 sono stati 23.209 (al 31 dicembre 23.370). La maggior parte dei migranti, il 38%, proviene dalla Tunisia (12.816). A seguire le nazionalità dichiarate al momento dello sbarco risultano essere Bangladesh (4.132), Costa d’Avorio (1.950), Pakistan (1.358), Egitto (1.239), Sudan (1.099), Marocco (996), Afghanistan (950) e Somalia (876). A questi vanno aggiunte altre 6.914 persone provenienti da altri paesi o per le quali è ancora in corso l’attività di identificazione

 

 

migranti, Oim, ong, Viminale


Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
Mail

Firenze Post è una testata on line edita da Toscana Comunicazione srl
Registro Operatori della Comunicazione n° 23080