Lo ha detto il Governatore in un'intervista

Scuole e coronavirus: Giani, fra aprirle e non aprirle preferisco il rischio di una chiusura successiva

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica, Salute e benessere

Eugenio Giani

FIRENZE – «Abbiamo dati che sul piano del contagio ci consentono di vedere la situazione con ottimismo. Ritengo che non si possa lasciare indietro la scuola. Nella didattica è essenziale la presenza: nessuna videoconferenza, anche per gli adulti, garantisce concentrazione e motivazione come la presenza in aula. Abbiamo l’Rt a 0,9, siamo l’unica Regione a ‘rischio basso’: ne ho ricevuto comunicazione ufficiale dal ministro Speranza, che mi ha fatto i complimenti per come stiamo gestendo l’emergenza. Abbiamo impegnato 4 milioni per potenziare i trasporti pubblici. Poi abbiamo previsto di aumentare la presenza delle forze dell’ordine davanti alle scuole e di impiegare personale di compagnie di security per la corretta attesa distanziata alle fermate. Infine abbiamo il progetto ‘scuolaSicura’, perché i casi sospetti registrati durante le attività scolastiche siano subito sottoposti a tamponi». Lo ha affermato Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana in un’intervista al quotidiano ‘La Repubblica.

Accortosi forse che la regione non ha competenze in materia di dispiegamento di Forze dell’ordine e che esistono per questo i prefetti, il Governatore ha poi precisato che il piano studiato prevede l’utilizzo di steward e volontari della protezione civile. «In primo luogo per consentire l’attesa a distanza all’ingresso delle scuole. – ha spiegato Giani – Poi per garantire il distanziamento alle fermate. Infine per controllare che l’occupazione dei mezzi pubblici non superi mai il 50%. E per il rafforzamento delle forze dell’ordine devo ringraziare i prefetti che hanno guidato i dieci tavoli provinciali con grande impegno. Tra avere il coraggio di aprire le scuole, assumendosi il rischio di un’eventuale chiusura successiva, e l’atteggiamento più attendista di restare sempre chiusi, preferisco la prima soluzione, perché, anche se per un breve periodo, i giovani ritrovino gli stimoli che solo la scuola in presenza può dare», ha concluso Giani.

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Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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