Le schermaglie fa Conte e Renzi mettono in pericolo il governo

Duello e schermaglie fra Conte e Renzi, Mattarella (per ora) sta a guardare

di Paolo Padoin - - Cronaca, Lente d'Ingrandimento, Politica

Il presidente Sergio Mattarella (foto ANSA)

Sergio Mattarella guarda con attenzione alla possibile, imminente crisi di governo. Il Quirinale ha solo una priorità in questa delicata fase, mettere in sicurezza il fondi Ue. Il Capo dello Stato Planinsiste per l’approvazione del Recovery Fund, solo dopo questo cruciale passaggio è intenzionato ad accettare l’ipotesi delle dimissioni del premier e della formazione di una nuova maggioranza, compresa l’ipotesi di un Conte ter.

Il Presidente cerca di congelare la crisi (avrebbe chiesto a Renzi di bloccare le dimissioni delle sue ministre) rivolgendo l’invito a soppesare le vere priorità del Paese, in modo da ridurre il danno che lo stallo attuale rischia di produrre, seguito magari da una crisi al buio che potrebbe culminare in voto anticipato, con un lungo vuoto di potere in piena pandemia e per di più con una pesante recessione alle porte. Mattarella farà quanto gli è possibile perché in una fase così delicata prevalga in tutti lo spirito dei «costruttori». Allargando i suoi poteri stile Re Giorgio Napolitano, che operò in modo da superare il governo di Berlusconi, intronando Monti.

Come ultima ratio, il prudente Mattarella potrebbe addirittura giungere a  minacciare lo scioglimento delle Camere. Se comunque la crisi esplodesse, il Presidente opterà per  consultazioni rapidissime, chiedendo chiarezza alle forze politiche. A meno che tutto non si risolva, come si sussurra da più parti,  in un rimpasto con l’arrivo di Ettore Rosato alla Difesa, la promozione di Lorenzo Guerini agli Interni e Luciana Lamorgese trasferita a palazzo Chigi con la delega ai Servizi sempre che Conte sia d’accordo e che il Pd molli la presa su questa importante poltrona.

Non ci meraviglieremmo se alla fine questa fosse la soluzione più probabile. Da un lato il Capo dello Stato rientra nella tipologia di quelle figure che,  come dice Don Abbondio nei Promessi Sposi, «il coraggio se uno non ce l’ha non se lo può dare». Dall’altra, nonostante le roboanti affermazioni che Iv non cerca le poltrone, ma le cederebbe, Matteo Renzi sarebbe soddisfatto della conquista di uno, meglio due ministeri importanti, non per sé, ma per qualcuno dei suoi fedelissimi (Boschi e Rosato in primis). Nel giro di qualche giorno la risposta, il Paese non può aspettare giochini di potere, e questo almeno Mattarella l’ha capito benissimo.

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Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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