Cesare Battisti inizia altro sciopero della fame. Contesta trattamento in carcere

Battisti, allora ancora latitante, schernisce giustizia e popolo italiano

ROMA – Cesare Battisti, detenuto dal settembre scorso nel carcere calabrese di Rossano, in una sezione destinata ai reati di terrorismo, ha iniziato un nuovo sciopero della fame per denunciare le condizioni, a suo avviso disumane, nelle quali è recluso. «Dire ancora oggi che Battisti è un terrorista, tenuto conto che stiamo parlando di fatti accaduti oltre 40 anni fa e tenuto altresì conto del percorso di vita fatto in questi 40 anni (ha scritto oltre 30 libri, ha dei figli che ha seguito nella loro crescita) è certamente poco rispettoso e non realistico. E evidente che il trattamento che gli è stato riservato già dall’inizio della detenzione è in contrasto con i principi di risocializzazione e rieducazione che lo stesso Stato e le Istituzioni hanno dichiarato di far proprie. Peraltro, presso la procura della Repubblica di Roma il giugno scorso il mio assistito, mio tramite, ha inoltrato una denuncia per eventuali abusi, quindi è tutt’ora pendente un procedimento volto ad accertare eventuali responsabilità. A questo punto, sorge il sospetto che Battisti stia scontando, più che la pena per i reati commessi, le esigenze mediatiche di qualche politico che ha inteso farne una facile bandiera propagandistica». è il commento rilasciato all’Adnkronos da Gianfranco Sollai, uno dei legali Battisti, che si dice non sorpreso dalla notizia.

«Battisti segnala una cosa di una sconcertante gravità e banalità, cioè che da due anni e passa sta vivendo un regime carcerario punitivo, illegittimo perché la Corte d’Assise d’Appello, chiamata a definire la sua esecuzione, ha stabilito nero su bianco che si tratta di un detenuto che deve scontare la pena in regime normale perché evidentemente parliamo di fatti commessi 40 e passa anni fa. Nonostante questo il Ministero lo ha prima mandato a Oristano dove è stato un anno e mezzo in isolamento perché non c’erano altri detenuti classificati come lui e da lì, dopo uno sciopero della fame, è stato trasferito a Rossano in un carcere inaccessibile, lontano 900 chilometri, in mezzo ai terroristi islamici dell’Isis che lo costringono a un ulteriore isolamento». L’avvocato Davide Steccanella che assiste l’ex militante del Pac Cesare Battisti commenta così all’Adnkronos lo sfogo che il suo assistito avrebbe fatto alla figlia, annunciando un nuovo sciopero della fame tuttavia non confermato dai familiari.

Gli avvocati dell’ex terrorista, condannato per 4 omicidi, difendono il loro assistito, ma in questo modo mancano di rispetto ai parenti delle vittime dei Pac. E infatti qualcuno reagisce duramente e giustamente: «Non sarà jihadista, ma è comunque un terrorista. C’è poco da discutere, di ex non ha nulla. Era, è e sarà sempre così: un terrorista appunto. Non esiste un altro appellativo per descriverlo. Ha ammazzato, è scappato, è fuggito da latitante. A mio fratello hanno sparato 5 colpi di pistola mentre era di spalle. Come pretende di essere trattato? Se fa lo sciopero della fame – aggiunge Campagna – sono problemi suoi. Ma da quello che leggo ha problemi di salute e fosse in lui non ci scherzerei con queste cose. Non capisco con queste trovate cosa voglia ottenere. Uno sconto di pena? Ha sbagliato epoca – sostiene – ha fatto la stupidata di scappare e farsi 30 anni di vacanza in luoghi che molti di noi se li sognano per quanto sono costosi. Se non lo avesse fatto sarebbe già uscito come i suoi compagni di merende». Così all’Adnkronos Maurizio Campagna, fratello di Andrea, l’agente della Digos di Milano ucciso dai Pac, commenta lo sfogo che Cesare Battisti avrebbe fatto alla figlia, annunciando un nuovo sciopero della fame perché trattato come un terrorista jihadista.

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Paolo Padoin

Già Prefetto di Firenze Mail

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