Pisa: Krystyna fu uccisa per vendetta. Arrestato il vicino di casa

Krystuyna Novak, uccisa a 29 anni
(Foto da Chi l’ha visto)

PISA – Risolto con la scoperta di una tragedia, il giallo della scomparsa di Krystyna Novak, l’ucraina 29enne di cui non si sapeva più nulla da novembre 2020. Le avrebbe sparata il vicino di casa. Uno o più colpi di pistola. Poi si sarebbe liberato del corpo. Ma a incastrarlo, nonostante i tentativi di ripulitura, sono state le tracce ritrovate dalla scientifica nella villa dove Krystyna Novak viveva con lo spagnolo Airam Negrim Gonzalez, imprenditore nei pellami, finito in carcere 24 ore prima proprio per una soffiata alla polizia del vicino e presunto omicida, Francesco Lupino, tatuatore 51enne e socio in traffici di droga proprio di Gonzalez.

Secondo l’accusa, Lupino avrebbe ucciso la vicina appuntoi per la storia di droga che lo legava in affari con l’ex convivente della ragazza. Queste le accuse che hanno portato questa mattina alla perquisizione in casa e all’arresto di Francesco Lupino, tatuatore fiorentino. Ad incastrarlo, oltre ai rilievi fatti in casa che hanno portato a far emergere tracce biologiche della ragazza e segni di un colpo di arma da fuoco, il cellulare della ragazza e due telecamere che, secondo la procura e la squadra mobile di Pisa che coordina le indagini, inchiodano l’uomo.

Di Khrystyna Novak si era persa ogni traccia il 2 novembre 2020, ma le ricerche partono quasi una settimana dopo, quando la mamma, preoccupata, lancia l’allarme. Secondo la ricostruzione fatta dalla procura di Pisa la notte del 2 novembre la donna, il cui corpo non è mai stato trovato, sarebbe morta. Raggiunta da uno o più colpi di pistola. Le analisi avviate dalla polizia scientifica di Firenze infatti mettono in rilevo che in un annesso della casa della ragazza ci sono tracce biologiche, lavate via, e segni che confermano che è stato sparato almeno un colpo di pistola.Le indagini si concentrano sul cellulare della ragazza, o meglio sulla sua memoria ‘cloud’ visto che il telefono sparisce assieme alla giovane.

Il cellulare, dalla notte del 2 novembre alla mattina del 3 resta muto (spento, o comunque scollegato da rete dati). Poi comincia a trasmettere. Lo aggancia una prima cella, vicino casa, poi una seconda, a due chilometri dalla sua abitazione, verso Orentano. Nello stesso lasso di tempo, tra le 9.40 e le 10, l’indagato, a differenza di quanto aveva dichiarato agli inquirenti nei giorni successivi la sparizione, si muove con la sua auto. E percorre lo stesso esatto tragitto del cellulare della ragazza. Lo immortalano due telecamere, una mentre passa all’incrocio all’ingresso al paese, l’altra mentre transita davanti alla farmacia.

Secondo la Procura, l’uomo, che tra la notte del 2 e la mattina del 3 aveva già ucciso Khrystyna, va a sbarazzarsi del telefono. Lascia il suo cellulare spento, ma accende quello della ragazza, come a voler far credere che sia ancora viva. Ci sono anche altri elementi ad aver portato gli inquirenti a Lupino. L’uomo era legato ad affari illeciti di spaccio di droga con Airam Gonzalez Negrin e pare che l’indagato attribuisse alla giovane Novak la volontà di Gonzalez di ritirarsi dagli affari. Khrystyna e Gonzalez infatti erano conviventi. La scorsa estate lo stesso Lupino aveva ucciso con un colpo di pistola uno dei cani di Gonzalez e il proiettile recuperato dalla salma riesumata dell’animale è compatibile con i segni trovati in casa dell’ucraina.

Sarebbe stato sempre Lupino a fare la soffiata alla polizia sulla presenza di armi nella casa di Gonzales, fatto che è costato il carcere al convivente della ragazza ucraina. Inoltre, secondo le intercettazioni fatte, Lupino raccontava ad un amico come si occulta un cadavere, descrivendo più o meno quella che ora è l’ipotesi degli inquirenti.

«La donna – ha spiegato il procuratore capo di Pisa, Alessandro Crini – è stata uccisa con un colpo d’arma da fuoco. Non necessariamente da un solo colpo. L’auspicio è che tra vicini e conoscenti della coppia ci sia qualcosa di non detto, che possa emergere ora, di fronte all’arresto. Allo stesso tempo riprenderanno le ricerche del corpo della ragazza nella boscaglia che si trova proprio dietro alla loro casa. Non ci sono infatti elementi – ha concluso – per ipotizzare che il corpo senza vita della Novak sia stato portato altrove. Non è stata un’indagine facile, anche perché della sparizione della donna si è saputo molto tempo dopo i fatti, successi tra il 2 e il 3 novembre». Fu infatti la mamma della ragazza a denunciare la scomparsa: era già il 9 novembre

 

Krystyna Novak, procuratore Alessandro Crini, tatuatore fiorentino


Gilda Giusti

Redazione Firenze Post

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