SeaWatch 4: fermo della nave ripristinato, l’Ong protesta e condanna l’Italia

ROMA – Su twitter l’Ong Sea Watch continua la sua battaglia contro il governo italiano, chiedendo di restare libera di raccogliere migranti clandestini da ogni dove per portarli in Italia. E ci informa che a seguito del ricorso della Guardia Costiera è stato ripristinato il fermo di #SeaWatch4 sospeso dal TAR in attesa del pronunciamento della Corte di Giustizia UE In assenza di navi ONG intanto 2.100 persone sono sbarcate a Lampedusa, 700 intercettate in Libia e almeno 5 annegate.

Alle navi umanitarie viene chiesto di adeguarsi a criteri che la stessa Guardia Costiera non ha mai chiarito, creando così un pretesto per determinare arbitrariamente chi può essere soccorso e chi, invece, dovrà continuare a morire o a essere respinto illegalmente.

Come dimostrato da sbarchi, respingimenti e morti delle ultime ore, anche in assenza di soccorsi le persone continuano a fuggire dalla Libia, in un tratto di mare che lo stesso Ministro degli Esteri italiano ha definito pericoloso, esortando i nostri connazionali a evitarlo.

Eppure l’Italia finanzia e arma le milizie libiche che intercettano violentemente i naufraghi e sparano ai pescatori. Togliere di mezzo le navi ONG senza fornire alternative significa condannare a morte chi non ha altra scelta se non quella di mettersi in mare. È un crimine.

Italia, migranti, sea watch


Paolo Padoin

Già Prefetto di Firenze Mail

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