Rogo del Savonarola: il 23 maggio di 523 anni fa l’esecuzione per eresia

lapide Savonarola
lapide Savonarola
La lapide che ricorda il rogo del Savonarola e dei confratelli in piazza della Signoria

FIRENZE – Il 23 maggio del 1498, ossia 523 anni fa, il frate domenicano Girolamo Savonarola, in via di riabilitazione, venne arso sul rogo, in piazza della Signoria, assieme a due confratelli, Domenico Buonvicini e Silvestro Maruffi, per le sue radicali idee di riforma dei costumi civili e religiosi che gli valsero l’accusa di eresia da parte della Chiesa.

La condanna a morte fu eseguita mediante impiccagione. Il rogo fu acceso in un secondo tempo per distruggere le spoglie del frate e dei confratelli ed evitare che fossero venerate. La forca innalzata per impiccare Savonarola e i suoi aveva l’aspetto di una croce e una serie di catene di ferro reggevano i corpi per evitare che cadessero durante il rogo. Le ceneri furono poi disperse in Arno da Ponte Vecchio.

Domenico Buonvicini, Girolamo Savonarola, piazza della Signoria, rogo, Silvestro Maruffi


Ernesto Giusti


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