Funivia Mottarone: ci sono i primi indagati, le parole del procuratore di Verbania

La cabina della funivia Stresa-Mottarone precipitata con 15 persone a bordo.  (Foto da Sky Tg24)

STRESA . Ci sono i primi indagati per la tragedia della funivia sul Mottarone  in cui domenica scorsa hanno perso la vita 14 persone. Le indagini, dopo 48 ore, subiscono così un’accelerazione rispetto alle presunte responsabilità legate alla manutenzione dell’impianto.

In queste ore i Carabinieri hanno ascoltato sei dipendenti della società che gestisce l’impianto della funivia. Convocati come persone informate sui fatti, i dipendenti sono stati raggiunti da almeno due legali.

Potrebbe trattarsi, ma le versioni sono discordanti, di chi si occupa della manutenzione. Gli investigatori si stanno concentrando nel cercare di capire perché è presente – una foto del Soccorso alpino scattata nei momenti successivi alla tragedia sul Mottarone sembra mostrarlo – un ‘forchettone’, ossia un elemento in metallo che serve a tenere aperte le ganasce dei freni, ma va tolto quando le persone sono a bordo della cabina perché altrimenti impedisce la frenata in caso di emergenza. Una presenza quella del ‘forchettone’ che spiegherebbe perché la cabina è precipitata nel vuoto per circa 20 metri, dopo che il cavo trainante – per cause da accertare – si è spezzato. Il controllo periodico magnetoinduttivo delle funi traenti (e di tutte le funi dell’impianto) – da disposizione del Ministero dei Trasporti è obbligatorio una volta l’anno – è stato eseguito con successo il 5 novembre 2020.

L’ipotesi della ‘forchetta’ che fa parte del sistema di blocco è parte degli accertamenti da fare. «Dal video non si vede ha aggiunto il procuratore della Repubblica di Verbania, Olimpia Bossi, che con il pm Laura Carrera indaga sull’incidente. La ‘forchetta’ – ha aggiunto – è un meccanismo che fa parte del sistema di blocco e sblocco della cabina e se sia stato inserito o meno dovrà essere accertato.

Riguardo alle attese iscrizioni nel registro degli indagati, il procuratore, rispondendo ai giornalisti che hanno chiesto se aveva già ipotizzato quante fossero all’incirca, ha risposto: è inopportuno fare i numeri. Dipenderà dal risultato delle acquisizioni documentali che verranno fatte nei prossimi giorni, quando spero di avere un quadro più chiaro.

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Paolo Padoin

Già Prefetto di Firenze Mail

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