Strage del Mottarone: Eitan parla con zia Maya e si guarda intorno

TORINO – Ha aperto gli occhi e ha ricominciato a parlare, il piccolo Eitan, unico sopravvissuto alla strage della funivia del Mottarone. Parla con la zia Aya, sorella del suo babbo, che gli salvò la vita abbracciandolo nello schianto mortale. E si guarda intorno, Eitan, come riferiscono i sanitari dell’ospedale infantile Regina Margherita di Torino.

«Il bambino è adesso sveglio e cosciente nel reparto di Rianimazione», si legge nel bollettino giornaliero sulle sue condizioni di salute. «Dal punto di vista clinico è sempre in prognosi riservata, dovuta al trauma toracico e addominale oltre che alle fratture agli arti. Nei prossimi giorni uscirà dalla Rianimazione e verrà trasferito in un reparto di degenza».

Si sono svolti in un villaggio del nord di Israele le esequie della famiglia Biran – il padre Amit, la moglie Tal e il figlio Tom – periti nella tragedia della funivia caduta sul Mottarone. L’altro figlio Eitan è ricoverato in ospedale a Torino. Alla cerimonia è presente l’ambasciatore italiano in Israele Gianluigi Benedetti. I funerali dei nonni di Tal Peleg, Yitzhak e Barbara Cohen, si svolgeranno invece domani.

Il Comune di Pavia ha proclamato per domani, venerdì 28 maggio, una giornata di lutto cittadino per ricordare le vittime dell’incidente della funivia del Mottarone. Nella tragedia di Stresa è stata distrutta una famiglia di origini israeliane che viveva a Pavia: Amit Biran, 30 anni, studente di Medicina, la moglie Tal Peleg, 26 anni, psicologa, il figlioletto Tom, 2 anni. L’altro figlio Eitan Moshe, 5 anni, unico sopravvissuto nella cabina precipitata nei boschi del Mottarone, è ricoverato all’ospedale Regina Margherita di Torino.

 

Eitan, Strage del Mottarone, zia Maya


Ernesto Giusti


Firenze Post è una testata on line edita da Toscana Comunicazione srl
Registro Operatori della Comunicazione n° 23080