Case popolari: FdI contesta Giani, la Regione favorisce gli immigrati a scapito degli italiani

Eugenio Giani

FIRENZE – Sulle case popolari non arretriamo di un centimetro e, se la sinistra non cambierà questa immonda legge, siamo pronti alle barricate. Sono queste le dichiarazioni del capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale toscano, Francesco Torselli, del consigliere regionale di Fdi Diego Petrucci, dal capogruppo FdI a Palazzo Vecchio Alessandro Draghi e del consigliere comunale di Fdi Jacopo Cellai.

«Questi immobili – proseguono gli esponenti del partito di Giorgia Meloni – sono stati costruiti col sudore e la fatica dei nostri genitori e dei nostri nonni. L’uso di quei palazzi è sempre stato chiarissimo: offrire una soluzione abitativa ai nostri connazionali in difficoltà, a chi è meno ricco e alle famiglie numerose. Ora la sinistra ha deciso di togliere il vincolo di cinque anni di residenza per poter accedere ai bandi. Una scelta miope, folle, dettata dal buonismo strisciante e da una volontà politica chiara: per il Partito Democratico gli immigrati, anche quelli giunti nel nostro Paese da appena un mese, hanno maggiori diritti degli italiani o di chi, nato in Egitto o in Nigeria, vive qui da tempo, ha un lavoro regolare e si è integrato con le nostre tradizioni. E, soprattutto, rispetta le nostre leggi. Il requisito della residenza – continuano i consiglieri regionali e comunali – serve per cercare equilibrio nelle assegnazioni e per far sì che le persone dimostrino di avere un legame col territorio. Dovrebbe essere introdotto un meccanismo per cui abbia la priorità chi è nato in Italia e i cittadini che sono in condizione di irreperibilità. Noi di Fratelli d’Italia stiamo lavorando ad una proposta di legge chiamata Quota18, ossia chi da 18 anni, e in maniera continuativa, ha i requisiti per accedere agli alloggi di edilizia residenziale pubblica, può riscattare l’appartamento nel quale vive. Si potrebbe, così facendo, rendere proprietarie della propria abitazione migliaia di famiglie e al tempo stesso creare un introito per le casse pubbliche di circa 200-250 milioni di euro da utilizzare per finanziare nuovi alloggi popolari. Già le ultime graduatorie vedono sistematicamente esclusi i nostri connazionali, con questa modifica sarebbe semplicemente impossibile per un italiano ottenere un alloggio popolare. È indispensabile che ci sia un legame, forte, col territorio. Capiamo – concludono i consiglieri di Fdi – che Eugenio Giani, sempre più isolato e abbandonato al proprio destino dal Pd, cerchi di rafforzare la propria traballante posizione, accontentando la parte più a sinistra che ha in Giunta, ma questo non può e non deve avvenire sulla pelle dei Toscani!»

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Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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