Firenze, 83° Festival del Maggio Musicale: al Teatro della Pergola «Il ritorno di Ulisse in patria» di Monteverdi

Le prove di «Il ritorno di Ulisse in patria (©-Michele-Monasta-Maggio-Musicale-Fiorentino)

FIRENZE – Per l’83° Festival del Maggio Musicale Fiorentino, da lunedì 28 giugno a giovedì 8 luglio al Teatro della Pergola di Firenze va in scena «Il ritorno di Ulisse in patria» di Claudio Monteverdi; Ottavio Dantone dirige l’Accademia Bizantina e la regia è di Robert Carsen; protagonisti Charles Workman (Ulisse), Anicio Zorzi Giustiniani (Telemaco), Delphine Galou (Penelope).

A Firenze l’opera non viene rappresentata dal 1999, sempre alla Pergola, come la prima volta nel 1942; fu invece al vecchio Teatro Comunale la messinscena del 1987. Questa “tragedia di lieto fine in un prologo e tre atti” è il terzo titolo operistico del Festival (l’ultimo titolo sarà «Siberia» di Umberto Giordano); un’opera non facile, perché richiede un gran numero di solisti, fra dei e umani. Questo il cast: Charles Workman (Ulisse), Anicio Zorzi Giustiniani (Telemaco), Delphine Galou (Penelope), John Daszak (Iro), Francesco Milanese (Il Tempo), Marina De Liso (Giunone), Eleonora Bellocci (La Fortuna), Gianluca Margheri (Giove), Guido Loconsolo (Nettuno), Arianna Vendittelli (Minerva), Konstantin Derri (Amore), Andrea Patucelli (Antinoo), Pierre-Antoine Chaumien (Anfinomo), James Hall (Pisandro), Miriam Albano (Melanto), Hugo Hymas (Eurimaco), Mark Milhofer (Eumete), Ericlea (Natascha Petrinsky). Le scene sono di Radu Boruzescu, i costumi di Luis Carvalho, le luci di Robert Carsen e Peter van Praet e la drammaturgia Ian Burton.

«Il ritorno di Ulisse in patria» è uno degli ultimi grandi lavori di Claudio Monteverdi realizzato nel periodo veneziano; andò in scena nel 1640 al Teatro dei SS. Giovanni e Paolo e fu eccezionalmente riproposto anche l’anno seguente, a dimostrazione del favore indiscusso di cui godeva l’anziano maestro. La vicenda segue fedelmente l’Odissea (libri XIII-XXIII); anche se la musica qui deve soprattutto servire il testo secondo i dettami del recitar cantando, Monteverdi riesce comunque a caratterizzare i suoi personaggi con uno stile vocale incisivo. L’unico manoscritto della partitura – che ha il non trascurabile pregio di essere integralmente autentica – è conservato a Vienna.

Un’opera che Ottavio Dantone giudica “molto moderna”; il regista Robert Carsen (che con Dantone ha già fatto un «Orfeo» a Losanna e che dedica questo lavoro alla memoria del suo amico Barone Alessandro di Renzis-Sonnino) commenta: “Il ritorno di Ulisse in patria è un lavoro unico nel suo genere perché ci sono vari livelli della storia che nascono tutti dal libretto: quello allegorico che viene da Omero (Tempo, Amore e Fortuna), la nostra contemporaneità (Ulisse e Penelope) e quello degli Dei che viene da Monteverdi (Giove, Nettuno, Minerva). L’opera è anche molto shakespeariana e infatti ho voluto fare in modo di non avere tanti cambi di scena, ma solo un unico spazio in cui accade tutto». Delphine Galou torna a Firenze a otto anni dal «Farnace» di Antonio Vivaldi (Berenice).

Non si può che accogliere con interesse a favore quest’attenzione dedicata all’opera antica. Al momento è stato scelto di affidare l’esecuzione a un ensemble specializzato da tempo, ma il sovrintendente Pereira, in conferenza stampa, ha annunciato la costituzione, all’interno dell’Orchestra del Maggio, di un gruppo che si specializzerà nell’esecuzione con strumenti storici, specie in vista dell’inaugurazione del nuovo auditorium. Nel cartellone del teatro è previsto già un altro titolo barocco per il prossimo anno; ma i dettagli si avranno alla presentazione della stagione il prossimo 1 luglio.

Teatro della Pergola (via della Pergola 18)

Lunedì 28, mercoledì 30 giugno, sabato 3 e giovedì 8 luglio, ore 19

Il ritorno di Ulisse in patria, SV 325. Tragedia di lieto fine in un prologo e tre atti. Musica: Claudio Monteverdi (1567 – 1643). Testo: Giacomo Badoaro da Omero Edizione critica a cura di Bernardo Ticci BTE – Bernardo Ticci edizioni, 2021 Edizione pratica: Maggio Musicale Fiorentino 2021, a cura di Ottavio Dantone

Accademia Bizantina Maestro concertatore e direttore Ottavio Dantone Regia Robert Carsen Scene Radu Boruzescu Costumi Luis Carvalho Luci Robert Carsen e Peter van Praet Drammaturgo Ian Burton Assistente regista Philippe Jordan, Jean-Michel Criqui  Assistente scenografo Catalina Defta Aiuto costumista Edoardo Russo

Ulisse Charles Workman Telemaco Anicio Zorzi Giustiniani Penelope Delphine Galou Iro John Daszak Il Tempo Francesco Milanese Giunone Marina De Liso La Fortuna Eleonora Bellocci Giove Gianluca Margheri Nettuno Guido Loconsolo Minerva Arianna Vendittelli Amore Konstantin Derri
Antinoo Andrea Patucelli  Anfinomo Pierre-Antoine Chaumien Pisandro James Hall Melanto Miriam Albano Eurimaco Hugo Hymas Eumete Mark Milhofer Ericlea Natascha Petrinsky Figuranti speciali Carolina Hannah Braus, Francesca Cellini, Lucia Lorè, Erika Rombaldoni, Davide Arena, Andrea Bassi, Giacomo Casali, Giampaolo Gobbi, Luca Nava, Giuseppe Nitti, Marlon Zighi Orbi, Leonardo Paoli, Carlo Pucci, Andrea Salierno, Aulo Sarti, Lorenzo Terenzi, Gaetano Tizzano, Leonardo Venturi, Federico Zini

Nuovo allestimento Teatro del Maggio Musicale Fiorentino

Solo quattro recite con capienza limitata a 425 posti a sera. Esaurita la prima recita, pochi i posti disponibili per le recite successive. L’opera verrà registrata e poi trasmessa in video sulle piattaforme ITsARt e CueTv Operabase. Biglietti in vendita in tutti i punti Box Office Toscana e online sul sito del Maggio

 

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