Migranti: Lamorgese depreca le morti in mare, ma il governo ferma nave Ong MSF

ANSA/ITALIAN NAVY 

ROMA – Dopo la notizia delle ultime 43 morti in mare, il ministro Lamorgese sbotta: Basta morti in mare. Non si possono accettare i morti in mare, noi dobbiamo contrastare la tratta di esseri umani. Ma certamente serve che l’Europa sia ancora più presente.. E’ il monito della ministra degli Interni, Luciana Lamorgese, a Siracusa per inaugurare una targa in una scuola intitolata ad Eligia Giardina, una giovane infermiera uccisa dal marito al nono mese di gravidanza. Ci sarebbero meno morti se si fermassero le partenze e non si aprissero completamente le braccia a tutti gli arrivi, circostanze che invogliano i trafficanti a organizzare i viaggi della speranza e molti clandestini a tentare la traversata verso l’ospitale Italia.

Prosegue il ministro: «Per fortuna l’argomento è stato messo all’ordine del giorno dal Consiglio europeo e se ne parlerà in maniera più concreta a ottobre. Certamente c’è stata anche una visione di prospettiva da parte degli Stati che partecipano, perché si sta comprendendo finalmente che c’è bisogno di una maggiore responsabilità e condivisone di attività da mettere in campo. L’Italia si sta già muovendo».

Nel frattempo le Autorità italiane hanno disposto il fermo ad Augusta per una nave della Ong Medici senza frontiere, che sbarca in Italia migranti a più non posso.  Dopo un’ispezione durata 14 ore da parte delle autorità italiane la nave GeoBarents – che nei giorni scorsi aveva soccorso 410 migranti al largo della Libia – è stata bloccata nel porto di Augusta sulla base di deficienze riscontrate. Lo fa sapere la stessa ong su Twitter, lanciando alti lai e sottolineando che è la tredicesima volta in 3 anni che l’Italia blocca navi umanitarie. Nei primi sei mesi dell’anno, ricorda Msf, 721 persone hanno perso la vita in mare. Faremo tutto il possibile per tornare nel Mediterraneo a salvare vite.

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KULANKA

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