Agrigento: migranti dispersi, la procura ordina l’uso di un robot per cercarli nel mare

Il procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio

AGRIGENTO – La procura di Patronaggio si muove ancora una volta a favore dei migranti e prevede di ricercare, con un robot della Guardia costiera, i 9 dispersi del naufragio verificatosi fra Lampedusa e l’isolotto di Lampione lo scorso 30 giugno. Ancora spese a carico dello Stato per iniziative della magistratura.

L’attenzione di soccorritori, ma soprattutto di investigatori e inquirenti è focalizzata essenzialmente sull’avvio delle ricerche dei cadaveri dei dispersi. Il barcone, dopo essersi ribaltato e dopo aver fatto finire in acqua tutti i migranti che vi erano a bordo (7 le donne, una delle quali incinta di 2 mesi, che hanno perso la vita e 46 i superstiti), pare che possa essersi adagiato a circa 60 o 70 metri di profondità.

Prima sarà necessario localizzarlo con precisione e poi si potrà procedere a far immergere il robot della Guardia costiera.

La Procura, subito dopo la tragedia, ha aperto un’inchiesta sia sul naufragio che sul favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Anche ieri sulla più grande delle isole Pelagie si sono registrati 4 sbarchi con un totale di 66 tunisini. Si registra inoltre un approdo di 18 migranti a Marettimo e un barcone è stato ritrovato nelle acque antistanti di Sciacca.

A Lampedusa, ieri, per l’ennesimo giorno, si sono registrati arrivi e spostamenti di clandestini a go go: da un lato i 66 approdati con 4 diversi barchini a bordo dei quali vi erano 19,12,19 e 16 persone, dall’altro il trasferimento di quanti erano già all’hotspot ed erano stati sottoposti a tampone rapido anti-Covid e alle procedure di identificazione. Gli ultimi a lasciare la struttura di contrada Imbriacola sono stati 83 extracomunitari che sono stati imbarcati sulla nave quarantena Atlas.

Nell’hotspot sono rimasti 196 migranti. In mattinata, su disposizione della Prefettura, in 100 sono stati trasferiti con il traghetto di linea Sansovino a Porto Empedocle dove, in serata, sono giunti anche i 31 spostati con una motovedetta delle Fiamme gialle.

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Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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