Giustizia: Anm contro riforma prescrizione. Le critiche al provvedimento governativo

aula tribunale

ROMA – I magistrati insistono e si schierano contro ogni riforma che metta in discussione privilegi e modo di lavorare. L’Anm sferra un duro attacco alla prescrizione riformata dal governo, evidentemente ai magistrati non dispiace che i processi  continuino a durare a lungo.

Ecco le critiche dell’Anm: «La soluzione messa in campo dall’emendamento governativo non contiene una misura acceleratoria, capace di assicurare una durata ragionevole, ma un meccanismo eliminatorio di processi destinato ad operare senza poter essere illuminato da un criterio fondato sulla gravità e sulla natura dei reati oggetto di trattazione». Così, in un documento approvato dalla Giunta, l’Associazione nazionale magistrati ribadisce i dubbi sulla nuova prescrizione, già espressi venerdì scorso da presidente e segretario durante l’audizione in commissione giustizia della Camera.

«Va dunque ribadito che la normativa delineata dall’emendamento governativo non ha alcuna funzione acceleratoria, di promozione di un obiettivo condiviso, quello della durata ragionevole dei processi, ma soltanto sanzionatoria, irragionevolmente sanzionatoria – denuncia l’Anm – appunto perché non ha forgiato il termine nella considerazione approfondita della realtà di tutti gli uffici. Ragionevole è quella regola che orienta le prassi verso obiettivi
concretamente realizzabili – sottolinea il documento – e che cerca di migliorare la realtà muovendo e non prescindendo da essa». Una maggiore efficienza e un ritmo di lavoro più accelerato non viene neppure presa in considerazione dalla categoria.

«Il fatto che un giudizio di appello che si protragga per più di due anni sia potenzialmente di durata irragionevole ai fini dell’indennizzo non significa certo che non meriti di essere definito e soprattutto non si vede come e perché
esso debba travolgere, proprio per l’impossibilità di essere definito entro quello spazio temporale, l’accertamento compiuto nel grado o nei gradi precedenti. Si realizzerebbe un azzeramento di non pochi processi con un costo sociale molto alto, e con un forte sacrificio dei diritti delle vittime». aggiunge l’Associazoone nazionale magistrati in un documento approvato dalla giunta, che esamina le proposte del governo sulla riforma del processo penale. Forse ci vorrebbe un po’ più di olio di gomito da parte loro, ci permettiamo di osservare da parte nostra.

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Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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