Migranti: nuova strage nel Mediterraneo, 57 morti, lo denuncia l’Oim

 ANSA/ PO SOS MEDITERRANEE/ SUZANNE FRIEDEL

ROMA – Nuova strage di migranti nelle acque del Mediterraneo: almeno in 57 sono morti, tra loro 20 donne e due bambini, mentre tentavano la disperata fuga dalle coste nordafricane. Lo denuncia l’Organizzazione mondiale per le migrazioni (Oim) sotto egida Onu, secondo cui il barcone è affondato al largo di Khoms, città a oltre 100 chilometri a est della capitale libica Tripoli.

«Un’altra tragedia. Con questo naufragio la stima dei morti nel Mediterraneo Centrale si avvicina a quasi mille (oltre 980). L’anno scorso a fine luglio erano 272. Non bisogna più esitare e fare di tutto per rafforzare il sistema di pattugliamento in mare. Da subito», ha denunciato a caldo il portavoce Oim per il Mediterraneo, Flavio Di Giacomo, dopo questa ennesima mattanza al largo della Libia.

Non ci sono informazioni sulle cause del naufragio, probabilmente causato dalle onde e dal tentativo di eludere in ogni modo il controllo delle navi dislocate nell’area. I migranti, sottolineano gli esperti, accettano condizioni al limite dell’impossibile non solo per arrivare in Europa ma anche, forse soprattutto, per evitare di essere intercettati e riportati in Libia, dove chi torna è soggetto «a detenzioni arbitrarie, estorsioni, sparizioni e atti di tortura», denuncia da tempo la stessa Oim, secondo cui per il secondo anno consecutivo si verifica un aumento delle operazioni marittime lungo la rotta del Mediterraneo centrale.

Secondo l’agenzia Onu per i rifugiati, Unhcr, sono oltre 13mila i migranti riportati nel Paese nordafricano da gennaio, il doppio rispetto alla scorso anno.

Nella zona dove è successo il naufragio è arrivata la nave Sea Watch dell’omonima Ong, supportata dall’aereo di ricognizione Sea Bird. Ma questa presenza in forze non è servita a evitare il fatto denunciato dall’Oim. Sea Watch aveva annunziato trionfante e con fare bellicoso che «Questa mattina la #SeaWatch3 è arrivata nella zona di ricerca e soccorso (SAR). L’equipaggio rimane all’erta per individuare eventuali casi di emergenza. #Seabird, il nostro aereo da ricognizione, è pronto a supportare dall’alto». E ha chiesto donazioni per proseguire la sua opera di trasbordo di migranti dalla Libia all’Italia. Per aiutarci: sea-watch.org/it/dona-ora/

Ma al suo arrivo la nave non è stata accolta molto bene dalla Guardia costiera libica. Lo denuncia la stessa Ong su Twitter.

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