Caos nel mercato dell’energia, la liberalizzazione dei mercati provoca problemi e disagi agli utenti

Tutti noi abbiamo l’esperienza di assalti da parte di call center che, con telefonate aggressive, offrono i loro servizi per internet, telefonia e, in questo periodo, per i servizi del mercato energetico, alla fine del regime di maggior tutela. E ciascuno fa a gara per offrire le migliori condizioni, con il piccolo dettaglio che c’è necessità, in molti casi. della visita di un incaricato a casa (io sono contrario a far entrare in casa questi soggetti per motivi sanitari, di privacy e di sicurezza) che presenta formulari lunghissimi, con clausole scritte in carattere microscopico, naturalmente sfavorevoli all’utente.

L’ Arera, l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente, segnala che prosegue a ritmo costante la progressiva uscita dei clienti finali dalle tutele. Secondo l’ultimo aggiornamento di marzo 2021 sono nel mercato libero (e proiettando tale andamento su tutto l’anno 2021), nel settore elettrico, il 57,3% dei clienti domestici e il 68% dei clienti altri usi in bassa tensione; nel settore del gas, il 60,2% dei clienti domestici e il 69,9% dei condomini uso domestico con consumi inferiori ai 200 mila Smc. Questi i dati resi noti dall’Arera che ha pubblicato il primo “Rapporto monitoraggio dei mercati di vendita al dettaglio dell’energia elettrica e del gas”, previsto dal decreto del Ministero dello sviluppo economico del 30 dicembre 2020 (“Prime modalità per favorire l’ingresso consapevole dei clienti finali nel mercato libero dell’energia elettrica e del gas”).

Da un’analisi di dettaglio del settore elettrico, per i domestici il mercato libero è scelto in misura maggiore dai più giovani: l’81% dei contratti siglati da clienti tra i 18 e 29 anni. Inoltre, la quota di clienti in uscita dalla maggior tutela che sceglie un contratto di libero mercato con lo stesso venditore che esercisce anche la maggior tutela, o con un collegato, e’ molto elevata e continua a mantenersi al di sopra del 50%. “Non sembra essere scalfito pertanto il vantaggio competitivo nell’acquisire clienti sul libero mercato in capo ai gruppi che operano anche nel servizio di maggior tutela”, rileva l’Authority.

Dall’analisi per alcuni clienti tipo emerge come nel mercato libero siano presenti alcune offerte piu’ convenienti dei servizi di tutela, sia a prezzo fisso che a prezzo variabile, nonostante queste rappresentino una quota residuale di quelle disponibili. Nel settore elettrico per il cliente tipo domestico residente, nei 18 mesi analizzati (gennaio 2020 – giugno 2021) erano disponibili in media 64 offerte più convenienti della maggior tutela, pari al 4,72% delle offerte a disposizione. Di queste, 15 erano a prezzo variabile e 49 a prezzo fisso. Con riferimento invece al settore del gas, per il cliente tipo domestico erano disponibili in media 65 offerte piu’ convenienti del servizio di tutela, pari al 9,82% delle offerte a disposizione. Rispetto al complesso dei contratti sottoscritti nel mercato libero dai clienti domestici emerge come siano principalmente a prezzo fisso: 84% nel settore elettrico e 73,9% nel settore del gas naturale. Scegliendo il prezzo fisso, i clienti domestici di entrambi i settori hanno sottoscritto contratti che prevedono anche servizi aggiuntivi: il 79,6% nel settore elettrico e il 62% in quello gas.

Nelle offerte a prezzo variabile sottoscritte dai domestici sono invece meno diffusi: 46,8% nel settore elettrico e 24,4% in quello del gas. I servizi aggiuntivi sono ancor meno diffusi nei contratti sottoscritti dai clienti non domestici del settore elettrico (il 37,9% nelle offerte a prezzo fisso, il 34,6% in quelle a prezzo variabile), dai condomini uso domestico gas (16,8% nelle offerte a prezzo fisso, 25,9% in quelle a prezzo variabile), dai non domestici gas (11,2% nelle offerte a prezzo fisso, 11,5% in quelle a prezzo variabile). I primi approfondimenti su un campione di clienti usciti dal servizio di maggior tutela nel periodo luglio 2020-marzo 2021, sembrano mostrare come non sempre il cliente sceglie l’offerta economicamente piu’ vantaggiosa.

I dati mostrano che solo una parte dei clienti effettua confronti sul Portale Offerte, questo fa presumere che la sottoscrizione delle offerte continui in modo prevalente ad essere effettuata dopo essere stati contattati da un call center o da un agente di vendita e che il cliente non sfrutti appieno gli strumenti a disposizione per una scelta consapevole.

In conclusione la liberalizzazioni di questi mercati ha portato a un aumento di prezzi e a una situazione nella quale gli utenti, ne sto facendo esperienza diretta, sono bombardati da fastidiosissime telefonate di call center, in genere all’ora di pranzo o di cena, con offerte sibilline, sulle quali occorre fare piena attenzione. Si stava meglio quando non c’era questa concorrenza che ai consumatori ha portato solo svantaggi.

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Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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