Olimpiadi di Tokio, Federica Pellegrini entrerà in politica? «No, sono poco diplomatica. Vedo un ruolo nello sport»

Federica Pellegrini (Foto ANSA)

TOKIO – Uscendo dlla vasca, dopo la finale di 200 stile libero, Federica Pellegrini aveva detto: «E’ la fine di un bel viaggio». Bene. E ora? Chiederlo a lei, significa aprire una finestra sul tutto e’ possibile. «Non vedo l’ora che arrivi, questo dopo», dice. Pochi giorni fa aveva fatto l’elenco infinito delle tantissime cose da fare una volta tolta la cuffia e abbandonata la vasca. E’ candidata al Cio in quota atleti e la campagna elettorale sta andando avanti in maniera spedita. C’è ancora l’Isl di Napoli a settembre, è lì che dirà il suo addio definitivo alla professione di atleta. Al di la del libro in cantiere, un docufilm e le registrazioni di Italia’s Got Talent, c’è comunque la predisposizione forte a non lasciare il nuoto e lo sport in generale: «Mi vedo in un ruolo nello sport, certo, e anche al nuoto sento che posso ancora dare tanto», aveva ribadito dopo gli ultimi suoi 200. Il presidente della Fin Paolo Barelli, per esempio, ha rilanciato subito sull’onda dell’entusiasmo: «Per Federica un posto c’è sempre, anche se a noi piacerebbe che facesse gli Europei il prossimo anno a Roma. Impossibile? Mai dire mai. A ogni modo, qualunque ruolo volesse svolgere saremo felici di poterne parlare con lei».

Prima di lasciare Tokyo però conoscerà già se la sua carriera prenderà da subito la strada maestra della politica sportiva, a partire con le elezioni del Cio (votazioni al villaggio olimpico fino al 3 agosto) dove lei figura tra i 30 candidati alla Commissione atleti. E visto che Federica ha sempre dimostrato di poter sorprendere, anche se stessa, reinventandosi in molteplici ruoli anche fuori dalla piscina, perché non fare un pensierino anche a un ruolo nella politica tout court? Le domandano se voglia seguire il percorso di una Valentina Vezzali, «mi sembra ‘too much’», risponde sincera. E in nome della stessa sincerità, lancia una battuta che è anche una frecciata. «Io in politica? Sono troppo poco diplomatica, sarei la prima politica vera…Volevo dire che mi sorprenderei a ritrovarmi diplomatica in politica. Non vedo l’ora del dopo. Ma sono ancora col costume addosso, non so in che parte del mondo e a quale fuso: aspettiamo le proposte e vediamo».

Per il momento il pensiero è rivolto al 5 agosto da festeggiare per i suoi 33 anni, il ritorno in Italia che coincide con il riabbracciare i suoi cari, gli amici, i cani. «Ho un matrimonio, il 29 agosto». E a chi le chiede se per caso non sia il suo, dopo aver rivelato la relazione con Matteo Giunta, lei oscilla il dito indice e sfodera l’unica certezza sul domani. «Nooo…».

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Paulo Soares

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