Carabinieri forestali, la Corte dei Conti approva la riforma renziana, ha comportato un risparmio per lo Stato

Ricordiamo tutti le polemiche seguite all’aggregazione del Corpo forestale dello Stato nell’Arma dei Carabinieri, nell’ambito della grande riforma che Renzi voleva realizzare per le Forze della sicurezza, sostanzialmente unificandole, ma che poi si è limitata al solo sacrificio dei forestali. Sono nate così polemiche di esponenti anche autorevoli della Polizia, che avrebbero preferito che una forza a ordinamento civile fosse incorporata in altra forza simile, e non assumesse lo status militare, come invece è avvenuto. Tanto più che proprio questo particolare è stato oggetto delle proteste infuocate e di decine di migliaia di ricorsi dei forestali militarizzati, che sono giunti fino alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo. Ma la riforma renziana ha retto, anche se con molte critiche.

Anche recentemente il sindacato dei forestali ha fatto esplicito riferimento (negativo ovviamente) alla «militarizzazione di una forza di specialisti nella difesa dei territori, trasformata in forza armata con la conseguente perdita di diritti sindacali». sostenendo che si tratta del punto debole di quella pseudo-riforma voluta dal governo Renzi nel 2016, appunto la improvvisa cancellazione delle libertà sindacali per gli ex Forestali divenuti di punto in bianco militi dell’Arma.

Ma. nonostante tutte le polemiche feroci i forestali fanno ormai parte dell’Arma dei Carabinieri, con loro strutture particolari, con la dislocazione sparsa su tutto il territorio, come le stazioni dell’Arma (questa è stata probabilmente la ragione fondamentale della decisione renziana) e con interventi che molto spesso anche noi di Firenzepost abbiamo segnalato come particolarmente incisivi ed efficaci.

Dunque sembra che, se dal punto di vista di molti forestali la riforma renziana abbia avuto effetti deleteri per il loro status, dal punto di vista pratico la nuova organizzazione invece funzioni molto bene.

Una conferma inaspettata di questa situazione è venuta anche dalla Corte dei Conti, che, esaminati questi primi anni di attività dei carabinieri forestali, ha stimato che si è trattato anche di un risparmio dal punto di vista delle finanze dello Stato. Dando ragione così, dopo 5 anni, alle decisioni del rottamatore.

Dice la Corte che «le attività di prevenzione e di contrasto a comportamenti lesivi degli interessi agroforestali, nel quadriennio 2017-2020, risultano in costante e considerevole incremento percentuale rispetto ai medesimi dati del 2016. I previsti risparmi di spese di funzionamento, pari a poco più di 31 milioni di euro nel triennio 2017 -2019, sono stati quasi integralmente conseguiti (93%). Il contrasto al fenomeno degli incendi boschivi, escludendo il picco anomalo del 2017 e, nonostante le avverse condizioni climatiche, ha fatto registrare una sostanziale continuità rispetto alle precedenti annate. Le istituzioni interessate all’esercizio delle nuove competenze hanno stipulato numerosi accordi e protocolli, anche con le Regioni, e contano di siglarne altri quanto agli aspetti di prevenzione».

Questo, in sintesi, quanto emerge dall’indagine della Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato della Corte dei conti, approvata con delibera n. 12/2021/G, riguardante l’assorbimento del Corpo Forestale dello Stato nell’Arma dei Carabinieri, disposto dal d.lgs. n. 177 /2016.

La complessa riforma, della quale la Corte ha inteso verificare efficacia, efficienza ed economicità, dopo diverse difficoltà iniziali, relative principalmente a riorganizzazione e reimpiego delle risorse umane e strumentali, specie nel settore dell’antincendio boschivo (AIB) con particolare riferimento a flotta aerea e relativi specializzati, si trova attualmente in una fase di sviluppo e gli aspetti attuativi appaiono coerenti con gli obiettivi. Per la Sezione del controllo bisogna migliorare ulteriormente l’organizzazione dell’AIB sul territorio, sottodimensionato rispetto alle esigenze, come da rivedere sono alcuni impropri reimpieghi del personale forestale. Da perfezionare, inoltre, l’attività formativa.

Dunque una bella promozione, almeno dal punto di vista delle esigenze contabili, della riforma renziana da parte della Corte dei conti. Restano ancora mal di pancia in seno al ministero dell’Interno e degli stessi forestali, ma la tradizionale competizione fra Polizia e Carabinieri, che da prefetto ho sperimentato (positivamente) per 20 anni, farà sì che queste polemiche non siano destinate a cessare mai.

 

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Paolo Padoin

Già Prefetto di Firenze Mail

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