Reggello: la visita del Prefetto. Dalle emergenze del comune alla magìa del Masaccio

Il prefetto di Firenze, Alessandra Guidi, durante la visita istituzionale a Reggello, con il sindaco Piero Giunti. Sullo sfondo la Pieve di Cascia, che custodisce l’opera giovanile di Masaccio (Foto Palinko-Firenze Post)

REGGELLO –  Ha vissuto e vive situazioni d’emergenza, il comune di Reggello, perla del Valdarno, comune famoso per l’olio d’oliva da primato mondiale, che stende i suoi confini, da Figline-Incisa e Piandiscò-Castelfranco, fino a Vallombrosa e alla vetta del monte Secchieta. Stamani, 3 agosto 2021, queste situazioni di difficoltà sono state illustrate dal sindaco reggente, Piero Giunti, al prefetto di Firenze, Alessandra Guidi, in visita istituzionale. Durante la quale ha incontrato i componenti della giunta e del consiglio comunale, i rappresentanti delle Forze dell’ordine e personalità del territorio.

Il sindaco reggente Giunti ha illustrato le caratteristiche dell’area reggellese, dalle bellezze architettoniche ed ambientali, fino alle criticità legate anche e soprattutto alla vastità del territorio, ma che hanno le punte difficili: in particolare i problemi seri, in particolare la sicurezza, le infrastrutture (le chiusure notturne del tratto d’autostrada verso) gli orari dell’ufficio postale che provocano problemi alla popolazione anziana. E non poteva mancare il riferimento all’assalto subìto dall’hub vaccinale di Reggello da parte di tutta la Toscana. In base a una comunicazione regionale errata, partì il messaggio che si potevano fare, a Reggello, vaccinazioni senza perenotazione: partì l’assalto, il comune dovette correre ai ripari, anche facendo sapere che non c’erano dosi sufficenti.

La prefetta Guidi ha quindi visitato l’hub vaccinale nel palazzetto dello sport, del capoluogo, capace di erogare 1080 dosi al giorni grazie all’impegno di Ausl Toscana Centro, della Croce Azzurra di Reggello e del mondo del volontariato. La visita è quindi terminata in uno dei luoghi più suggestivi del territorio reggellese: la Pieve di San Pietro a Cascia che ospita il Museo Masaccio e, soprattutto, il Trittico di San Giovenale, opera del Masaccio quando aveva solo 21 anni.

 

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Ernesto Giusti


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