Tunisi, migranti: guardia costiera salva 231 persone in mare e blocca 11 viaggi clandestini

EPA/ITALIAN NAVY

TUNISI – La Guardia costiera di Tunisi ha sventato nelle ultime ore 11 tentativi di superamento non autorizzato della frontiera marittima e salvato 231 persone, informa un comunicato del Ministero dell’Interno tunisino, precisando che tra i migranti 104 provenivano da diversi paesi africani, mentre i restanti sono tunisini. Si rafforza così l’attività di contrasto al fenomeno della migrazione irregolare da parte delle forze di sicurezza tunisine, in particolare dopo l’attivazione, secondo fonti del Viminale, «di una linea di comunicazione diretta di allerta tra le autorità italiane e tunisine per lo scambio rapido di informazioni sulle imbarcazioni con a bordo migranti irregolari in partenza dalle coste del Paese nordafricano e sulle attività criminali connesse a questo fenomeno». Questo ovviamente per ovviare alle comunicazioni delle varie Ong che perlustrano il Mediterraneo a caccia di migranti da «salvare a domanda» e da recapitare invariabilmente in Italia.

Unità della Guardia nazionale hanno anche arrestato 58 persone, di cui 17 provenienti da paesi africani, a Aghir, Djerba e Sfax, mentre si preparavano ad attraversare i confini marittimi in modo irregolare.

Anche la Marina militare tunisina ha bloccato ieri un’operazione di migrazione clandestina di 34 persone di nazionalità africana, di età compresa tra i 17 e i 40 anni, tra cui 20 donne e 4 bambini, che si trovavano a bordo di un barcone, salpato la sera prima dalle coste di Sfax, in difficoltà al largo di Chebba. Lo rende noto il Ministero della Difesa di Tunisi in un comunicato dando conto di un’altra operazione che ha consentito il salvataggio di 23 persone, la maggior parte delle quali di nazionalità ivoriana, tra cui 10 donne e 3 bambini, sempre al largo di Chebba. Secondo le loro testimonianze sarebbero partiti 5 giorni prima dalle coste di Sfax. I due gruppi di migranti soccorsi sono stati trasferiti alla base navale di Sfax e al porto di Monastir per essere consegnati alle unità della Guardia nazionale per tutti gli adempimenti del caso, compresa una denuncia alla magistratura.

Naturalmente queste operazioni sono considerate dalle molte navi Ong che incrociano nel Mediterraneo come illegittime e contrarie al diritto internazionale, visto che sottraggono prede alla loro caccia al salvataggio dei presunti naufraghi.

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Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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