Puigdemont subito libero: lo ha stabilito la magistratura di Sassari. Deve restare in Sardegna

epa09485249 Supporters of Catalan MEP Carles Puigdemont protest in front of European Parliament in Brussels, Belgium, 24 September 2021. Exiled former Catalan president Carles Puigdemont was due to appear at an Italian court 24 September following his arrest on 23 September, four years after fleeing Spain in the aftermath of an independence referendum that the central government ruled illegal. EPA/OLIVIER HOSLET

SASSARI – Avevamo visto giusto e soprattutto Puigdemont aveva scelto il Paese e la magistratura giusta per non andare in galera. Infatti per la giudice della Corte d’Appello di Sassari, Plinia Azzena, l’arresto di Carles Puigdemont non è illegale. Tuttavia, accogliendo anche la richiesta in tal senso della procuratrice generale Gabriella Pintus, la giudice ha stabilito che non c’è motivo di applicare a carico dell’ex presidente della Catalogna alcuna misura cautelare.

La vicenda tuttavia non si esaurisce qui, perché resta da stabilire se Puigdemont dovrà essere estradato o meno. Sino a quel momento dovrà rimanere in Sardegna.

Puigdemont è stato arrestato ieri sera al suo arrivo all’aeroporto di Alghero sulla base di un mandato di arresto europeo delle autorità spagnole per reati contro l’ordine e la sicurezza pubblica nazionale. E’ nel carcere di Sassari. Si deve decidere se rilasciarlo o ordinare l’estradizione in Spagna, scrive l’entourage dell’ex presidente catalano in una nota.

L’arresto è avvenuto nell’ambito di un procedimento giudiziario in corso e quindi, come tutti i cittadini, anche l’attuale eurodeputato catalano deve sottoporsi all’azione della giustizia: lo afferma il governo spagnolo in una nota diffusa ai media iberici, in cui si manifesta anche il rispetto di Madrid per le decisioni delle autorità italiane.

Manifestanti stanno protestando vicino al consolato italiano di Barcellona per l’arresto. Si tratta di una protesta convocata da movimenti a favore dell’indipendenza della Catalogna. Media iberici parlano della presenza di alcune centinaia di persone. Il consolato italiano ha avvisato che rimarrà chiuso al pubblico “per ragioni di sicurezza” in quanto “sono previste per tutta la giornata manifestazioni” nei pressi delle sedi di Carrer Aribau 185 e Carrer Mallorca 270. Secondo i media iberici, sono presenti diversi esponenti politici secessionisti, tra cui il vicepresidente catalano Jordi Puigneró.

Ad Alghero, unica città italiana di cultura e lingua catalana, il leader indipendentista doveva partecipare ad un incontro con il movimento autonomista sardo ed incontrare il presidente della Regione, Christian Solinas, e il presidente del consiglio regionale, Michele Pais. E anche per partecipare a una manifestazione internazionale dedicata al folk catalano, per la quale migliaia di arrivi sono previsti oggi ad Alghero.

“L’arresto di Carles Puigdemont è un fatto gravissimo e che sia avvenuto ad Alghero è ancora più doloroso”. L’ha detto all’ANSA il sindaco di Alghero, Mario Conoci. “La manifestazione andrà avanti con uno spirito ancora più rivendicativo. Alla luce di questo atto assolutamente politico”, denuncia Conoci, secondo il quale “come avevamo detto a suo tempo, quando scattano gli arresti nel 2017, il processo di autodeterminazione di un popolo non può essere represso con la forza e gestito per via giudiziaria”.

Anche il Partito dei Sardi esprime “sdegno” per l’arresto del presidente Puigdemont e chiama all’immediato pronunciamento le istituzioni nazionali sarde e tutte le forze politiche democratiche che hanno a cuore la tutela dei diritti individuali, la tutela della libera espressione del pensiero, la condivisione dei principi di giustizia e libertà che animano la lotta politica per l’autodeterminazione dei popoli e la tutela delle legittime aspirazioni delle Nazioni senza Stato. In una nota a firma del portavoce Gianfranco Congiu il PdS si dice solidale con il presidente Puigdemont, condivide la sua battaglia per l’affermazione dell’autodeterminazione del popolo catalano e ne auspica l’immediata rimessione in libertà per favorire la ripresa di un dialogo dove, la politica ed il confronto democratico, prevarranno sugli istinti repressivi e sui giustizialismi.

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Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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