Delega fiscale: tasse auto, accise e superbollo nel mirino, all’esame del governo

ROMA – Lo scorso 5 ottobre è stata approvata la cosiddetta delega fiscale che, una volta ottenuto l’ok del Parlamento, darà il compito al governo di intervenire sulla riforma del fisco. Per quanto riguarda il settore auto molto probabilmente vi saranno interventi su accise sui carburanti, superbollo e fiscalità auto aziendali.

L’accisa sul gasolio potrebbe aumentare nei prossimi mesi, e il prezzo di un pieno per le vetture diesel arrivare quasi agli stessi livelli dei motori a benzina. In programma anche la probabile crescita della percentuale di detraibilità dell’IVA, che oggi è pari al 40%, sulle auto aziendali e l’abolizione del superbollo, tassa che grava su chi possiede un’auto che supera i 185 kW di potenza (che corrispondono a 252 cavalli circa).

All’interno dell’Indagine conoscitiva sulla riforma dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e altri aspetti del sistema tributario”, si parla di “cancellazione dei tributi minori”, che sono pari solo allo 0,1% delle entrate fiscali. Non possiamo ovviamente parlare di passaggi e questioni vincolanti per il governo, l’organismo parlamentare ha semplicemente fatto una proposta (che, per quanto riguarda il superbollo, ormai da anni viene lanciata e ritirata), ma comunque autorevole, ovvero “un’opera di sfoltimento sistematico che includa la soppressione di prelievi quali quelli citati”.

Sembra che, oltre al superbollo (una delle tasse auto più odiate), la questione relativa all’accisa sul gasolio potrebbe già rientrare nella prossima legge di bilancio. Vi è un solo fine, ovvero quello di diminuire le emissioni di anidride carbonica attivando la leva fiscale. La riduzione dei consumi di carburante sta diventando sempre meno sostenibile dal punto di vista delle entrate del fisco che potrebbe quindi davvero decidere di aumentare le accise; prima di tutto per compensare la diminuzione degli introiti, ma anche con il conseguente effetto di accelerare la transizione ecologica.

Nell’indagine conoscitiva sulla riforma dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e altri aspetti del sistema tributario” si parla di “progressiva riduzione dei sussidi dannosi per l’ambiente, tra cui anche l’accisa sul gasolio, che oggi è più bassa di quella sulla benzina. Il diesel comunque è ‘nel mirino’ da tempo e se la sua accisa dovesse essere parificata a quella della benzina, il prezzo alla pompa si eguaglierebbe a quello della verde.

Non fa parte del ‘pacchetto fiscale’ invece tutta la questione incentivi auto a basse emissioni, il governo al momento non si epsrime, anche se in molti sperano venga riproposto il cosiddetto ecobonus. La commissione Finanze della Camera suggerisce il potenziamento degli incentivi per interventi di decarbonizzazione.

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