No green pass: rischio blocco porti il 15 ottobre e autotrasporti il 15 e 16

ROMA – Nonostante il diktat della Commissione di garanzia sugli scioperi, esiste il concreto rischio che il 15 ottobre, giorno di entrata in vigore delle nuove regole sul green pass obbligatorio (norma che esiste soltanto in Italia), i lavoratori blocchino comunque porti e trasporti, visto che, in caso di violazione del diktat,  sono previste solo sanzioni amministrative non eccessive.

I lavoratori nel settore dei porti e degli autotrasportatori hanno indetto uno sciopero per venerdì 15, quando entrerà in vigore il decreto che rende obbligatorio il Green pass sul posto di lavoro. Per il 15 ottobre è stato annunciato un blocco dei porti che, come annunciato dal comitato dei lavoratori del Porto (Clpt), potrebbe andare avanti a oltranza.

Il fronte del no al Green pass, inoltre, ha investito anche il settore degli autotrasportatori. Il presidente di Conftrasporto-Confcommercio Paolo Uggè ha dichiarato al Corriere della Sera: «Stiamo valutando di invitare le imprese a fermare i camion. Ci auguriamo di no, ma ne stiamo discutendo».

L’associazione nazionale di categoria degli autotrasportatori, Assotrasporti, insieme a Eumove, associazione paneuropea per la mobilità, ha dichiarato: «Se il Governo intende procedere in questa direzione, è giusto e doveroso pretenderne l’esibizione da parte di tutti i lavoratori che operano sul territorio nazionale, italiani o stranieri che siano». Lo ha detto Secondo Sandiano, presidente Assotrasporti e vice presidente vicario di Eumove. Il nodo, infatti, riguarda gli autotrasportatori esteri, per i quali non vige al momento l’obbligo del pass.

Per il 15 e 16 ottobre, quindi, si concretizza il rischio che l’intero trasporto in Italia si blocchi.

Proprio per questo, le forze di polizia in vista del prossimo impegnativo periodo dovranno intensificare le attività di prevenzione delle possibili cause di turbativa, con il rafforzamento dei dispositivi di osservazione e di vigilanza del territorio e degli obiettivi sensibili, nonché dei servizi di monitoraggio dei siti web e dei social network, anche per garantire a tutti la libertà di manifestare pacificamente e nel rispetto delle regole. Lo ha affermato il Viminale dopo il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica presieduto da Lamorgese.

Ma, nonostante tutti i diktat governativi e di organismi proni al governo il rischio di un blocco ad oltranza esiste. soprattutto perché, si nota, le norme restrittive al massimo sono state introdotte soltanto dall’Italia di Draghi e Speranza, che si debbono abituare a sopportarne le conseguenze.

 

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Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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