Covid: cdm cambia regole su scuola e mascherine. Le discoteche: «Fateci aprire per San Valentino»

Consiglio dei ministri
(Foto governo.it)

ROMA – Farà una verifica sulla maggioranza di governo dopo gli sconquassi provocati fra i partiti dall’elezione per il Quirinale, Mario Draghi. Ma non è preoccupato. Lui, ora, è fortissimo. E oltre alle attestazioni di stima dell’Ue e delle cancellerie, aspetta anche notizie scintillanti dalla riapertura dei mercati. Così  il governo può riprendere in mano il dossier sulle misure legate all’emergenza Covid, con l’obiettivo di semplificare le regole e avviare il processo che dovrebbe portare ad una normalizzazione della vita degli italiani.

FESTE E DISCOTECHE – Il primo provvedimento sarà all’ordine del giorno del Consiglio dei ministri nelle prossime ore: il 31 gennaio scadono l’obbligo di mascherina all’aperto anche in zona bianca, il divieto di feste e concerti all’aperto e la chiusura delle discoteche. L’indicazione prevalente è quella di prorogare le misure per almeno un mese anche se per quanto riguarda la chiusura delle discoteche – sulla quale le sensibilità nel governo sono diverse – c’è anche l’ipotesi di una mini proroga di 15 giorni, che dovrebbe essere sostenuta anche dai ministri della Lega. I gestori spingono affinché prevalga quest’ultima: fateci riaprire per San Valentino dice il leader del Silb, il sindacato dei gestori dei locali, Gianni Indino. Ma la riunione servirà però anche per intavolare il discorso sugli altri interventi da mettere in campo, alcuni dei quali potrebbero essere affrontati subito e altri nel provvedimento all’esame del governo.

SCUOLA – Le misure più urgenti riguardano la scuola. Dopo le modifiche introdotte con il decreto sostegni – chi ha il pass rafforzato rientra dall’autosorveglianza senza dover fare il tampone – il governo metterà mano nelle prossime ore alla babele di regole che sta creando difficoltà e problemi non solo al sistema scolastico ma anche a milioni di famiglie. Le ipotesi sono sostanzialmente due. Estendere alle elementari le regole già in vigore per medie e superiori: la classe va in didattica a distanza a partire da tre contagi mentre con 2 positivi rimarrà a casa solo chi non è vaccinato o chi è vaccinato da più di 120 giorni e non ha fatto il booster o chi è guarito da più di 120 giorni. Per chi andrà in Dad, inoltre, niente più quarantena ma l’autosorveglianza. Ci sarà poi l’equiparazione del sistema delle quarantene scolastiche a quello in vigore per tutti i cittadini: niente isolamento per vaccinati da meno di 120 giorni o con booster e guariti, 5 giorni per chi è vaccinato o guarito da più di 120 giorni e 10 giorni per i non vaccinati.

RICOVERATI COVID – Un altro fronte sul quale non sembrano esserci contrasti è la richiesta delle Regioni di distinguere i ricoverati per covid da quelli con covid, pazienti asintomatici che entrano in ospedale per un altro motivo e risultano poi positivi al tampone di controllo. La richiesta dovrebbe essere accolta anche se nel bollettino continuerà ad essere segnalata la presenza dei malati con covid. I due punti sui quali la discussione è ancora aperta riguardano invece le fasce di colore e la durata del green pass. Nel documento al governo, le Regioni sottolineano la necessità di avviare un percorso di normalizzazione della vita dei cittadini e dell’intero Paese procedendo ad una semplificazione delle regole, basandole non più sulla suddivisione per zone di rischio ma concentrando esclusivamente l’attenzione sui cittadini, in relazione al completamento del ciclo vaccinale. Dunque via il sistema delle fasce.

ZONE ROSSE – Se dall’esecutivo è arrivata un’apertura, non ci sarà però la cancellazione totale: rimarrà il sistema per l’analisi epidemiologica e rimarrà la zona rossa. Resta ancora da decidere se le misure debbano valere per tutti, così come è previsto dalle norme attuali, o se debba essere esentato chi ha la piena copertura vaccinale. E’ probabile che su questo tema il governo chieda un parere al Comitato tecnico scientifico, che sarà chiamato anche ad un’altra valutazione, quella sull’estensione della durata del green pass per chi ha fatto il booster. Da martedì il certificato verde durerà sei mesi dai nove attuali e dunque, chi ha fatto il richiamo a settembre, si vedrà scadere il pass a marzo, senza possibilità di rinnovo. Il governo ha già deciso che il problema verrà risolto allungandone la durata, visto che al momento non è stata autorizzata la quarta dose, ma la discussione è ancora aperta sulla durata dell’estensione: renderlo illimitato oppure portarlo fino allo scadere dello stato d’emergenza, al momento fissato al 31 marzo, o fino al 15 giugno, data in cui in base ai provvedimenti in vigore il green pass non dovrà più essere utilizzato. In proposito, Draghi ha idee chiare. E ora non avrà più bisogno di mediare all’infinito per farle approvare.

cdm, discoteche, draghi, Mascherine, ricoverati covid, scuola, zone rosse


Sandro Bennucci

Direttore del Firenze Post
Scrivi al Direttore

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.

Firenze Post è una testata on line edita da Toscana Comunicazione srl
Registro Operatori della Comunicazione n° 23080