Draghi a Firenze: Stadio Franchi e tramvia coi soldi del Pnrr. Cita Mario Luzi e se ne va con la maglia viola

Il presidente del consiglio, Mario Draghi, con il cardinale Giuseppe Betori, il presidente della Regione Tioscana, Eugenio Giani, e il sindaco, Dario Nardella (Foto ANSA)

Cita Mario Luzi, il premier Draghi nel Teatro del Maggio, ossia in quel tempio della musica che Franco Zeffirelli definiva “una scatola da scarpe mal riuscita” e che deve essere un monito per far meglio le grandi opere in una città che va rispettata. Cita Luzi, il presidente del consiglio, per dare invece un’immagine positiva di Firenze: che il poeta descriveva come un ‘gran crogiolo delle trasformazioni’, illuminata da ‘un’alchimia celeste’. Quindi l’auspicio: “Il mio augurio è che Firenze continui a rinnovarsi e risplendere, come ha fatto per secoli”. Anche con il contributo del Pnrr: ossia 400 milioni di euro per completare il sistema tramviario. E un altro centinaio di milioni, più o meno, per riqualificare lo stadio Franchi. Non a caso, Mario Draghi, da sempre tifoso romanista, se n’è andato con la maglia della Fiorentina (il numero uno e il suo nome stampati sulla schiena), dono di Joe Barone, del braccio destro di Rocco Commisso.

TRAMVIA – “Per Firenze – ha detto Draghi – questo vuol dire rafforzare la sua proiezione internazionale e migliorare i servizi per la popolazione. Insieme agli enti locali, interveniamo per potenziare la mobilità, un aspetto cruciale per i cittadini, le imprese, il turismo. Impieghiamo circa 400 milioni di euro per completare il sistema tranviario di Firenze che, come ha descritto il Sindaco, prevede un collegamento diretto con la stazione ferroviaria”.

STADIO FRANCHI – E ancora: “Il potenziamento del trasporto cittadino serve anche a preservare il centro storico, a favorire una migliore convivenza tra residenti e turisti. In questa direzione vanno anche le misure di rigenerazione urbana. Vogliamo valorizzare i parchi storici, tutelare l’ambiente e il paesaggio, un aspetto fondamentale della bellezza della città. Nello storico quartiere di Campo di Marte, riqualifichiamo lo stadio Artemio Franchi. A questo progetto si aggiungono i lavori che interessano il complesso della scuola Ghiberti – scuola Niccolini – impianto sportivo Legnaia e i progetti sulla qualità dell’abitare”.

DISOCCUPAZIONE – Ma da Firenze, il Premier  elenca difficoltà e prospettive del Paese a poco più di un mese dalla fine dello stato di emergenza Covid, ma con i venti di guerra che sempre più forti spirano dall’Ucraina. Il suo discorso, davanti alle autorità e gli stakeholders locali, in alcuni passaggi sembra rivolto direttamente alla sua maggioranza, di questi tempi più frammentata e litigiosa del solito. “Il Pnrr – ribadisce – è un’opportunità storica per affrontare i problemi che sono rimasti irrisolti per decenni”. Tra questi c’è anche la disoccupazione dei giovani che “si scontrano con un mercato del lavoro che li lascia spesso ai margini”. Giovedì mattina alla riunione del consiglio dei ministri, a cui prenderà parte anche il ministro degli Esteri francese, Jean Yves Le Drian, in osservanza del Trattato del Quirinale, saranno in discussione proprio tre linee di intervento sui giovani. Si tratta del riordino e coordinamento delle politiche giovanili, della revisione del servizio civile e del piano nazionale per i giovani che rafforza, in particolare per le donne l’orientamento alle materie Stem.

MAGGIORANZA – Ma nel breve periodo Draghi ha una lunghissima lista di obiettivi da portare a termine. Si va dai progetti del Pnrr da mettere a terra (oggetto della visita odierna a Firenze insieme alla cerimonia di apertura dell”Incontro dei Vescovi e Sindaci del Mediterraneo’) fino alle riforme da completare. Tra i provvedimenti più importanti c’è la delega sulla concorrenza, che ha appena acquisito anche il tassello mancante dei balneari; quella degli appalti, ferma da mesi Senato; e la riforma del Csm, ancora non arrivata in commissione. Oltre alla delega fiscale, che rischia di impantanarsi di nuovo sul catasto. Insomma, il combinato disposto di venti di guerra e possibili agguati nella maggioranza non può che mettere in allerta. Ma il premier guarda avanti: annuncia in pillole la road map per uscire dall’emergenza Covid, incassando subito il plauso della Lega, e rilancia sulle priorità di governo. Sul fronte bollette, non nasconde che la sua principale preoccupazione è l’aumento del prezzo dell’energia e rimarca il progetto di aumentare la produzione nazionale di energia rinnovabile e di gas (per cui ora l’Italia è fortemente dipendente dalla Russia).

SINDACI – Al premier non è sfuggita la protesta dei sindaci che il 10 febbraio hanno spento le luci dei principali monumenti contro i rincari e a loro promette aiuto per “sostenere i servizi di base, come l’illuminazione pubblica”. Non solo: l’esecutivo sarà al fianco degli enti locali anche per semplificare le procedure per accedere ai fondi del Recovery. Altro tema più volte segnalato dai Comuni. Dopo il Covid, infatti, c’è un’altra emergenza, “di carattere economico: l’Italia è in ripresa, ma il Governo intende continuare ad aiutare chi è in difficoltà”, rassicura il presidente del Consiglio. Che, durante l’incontro con i vescovi, ha parlato anche di altri due macro-temi: l’emergenza climatica, che “impone di accelerare nella transizione ecologica, in modo rapido ma sostenibile”, e le migrazioni per cui serve “una gestione condivisa, equilibrata e umana”. Perchè “la stabilità e la pace si organizzano nelle istituzioni, ma si costruiscono nelle città” dove si concretizza “il contrasto quotidiano alle diseguaglianze, all’odio e all’ignoranza”.

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Sandro Bennucci

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