Sindaci del Mediterraneo: la politica migratoria è tutta da ripensare. Lo afferma Biffoni, presidente Anci Toscana

Il neo sindaco Matteo Biffoni
Il neo sindaco Matteo Biffoni
Il sindaco di Prato e presidente Anci Toscana, Matteo Biffoni

FIRENZE – La positiva valutazione di quel che i Comuni hanno saputo fare fino ad oggi, le criticità sui minori non accompagnati e la necessità di riaprire la riflessione sulle politiche migratorie: sono i temi affrontati oggi da Matteo Biffoni, responsabile nazionale Anci per l’immigrazione, presidente di Anci Toscana e sindaco di Prato, durante il suo intervento nella prima giornata del Forum dei sindaci del Mediterraneo, che si tiene in Palazzo Vecchio a Firenze in contemporanea con l’analogo incontro dei vescovi.

“I Comuni italiani, forse prima di altre istituzioni, hanno capito che agire affinché i migranti forzati in Italia siano parte attiva delle comunità e possano diventare un investimento sul futuro del Paese: chi oggi beneficia della Rete SAI sono ragazzi, il 60% sotto 25 anni, il 95% sotto i 40 anni. Il futuro, dunque – ha detto Biffoni – E gli oltre 1800 Comuni che oggi costituiscono il SAI danno forma all’unico sistema pubblico che garantisce l’accoglienza come welfare per tutti, riducendo le condizioni di svantaggio e potenziando il sistema di relazioni”. Riguardo i minori, il sindaco ha ricordato che oggi, “grazie alla cornice SAI e al ruolo dell’Anci, abbiamo quasi 7000 posti dedicati e un Fondo dedicato a favore dei Comuni, passato dai 5 milioni del 2012 agli attuali 137 milioni di dotazione”.

Tuttavia, sottolinea Biffoni, i numeri in forte aumento in questi mesi rischiano di far tornare indietro il sistema. Per questo abbiamo avviato una concreta interlocuzione con il Ministero dell’Interno per dare piena operatività agli hub regionali di prima accoglienza, presìdi necessari a garantire il corretto funzionamento delle successive fasi di presa in carico e integrazione, per numeri sostenibili e ben distribuiti”.

Biffoni ha poi parlato di futuro: “Un futuro che deve passare, necessariamente, da una profonda rivisitazione del Testo Unico dell’Immigrazione. Promulgato nel 1998, il Testo Unico mostra infatti tutti i segni del tempo trascorso da allora. Non risponde più alle esigenze di gestione di un fenomeno, quello migratorio, profondamente cambiato”. In particolare il pensiero è per gli immigrati irregolari, stimati intorno alle 600mila persone: una situazione che ricade direttamente sui sindaci, con grandissimi disagi che si aggiungono a quelli della pandemia.

Biffoni è stato molto chiaro: “O lo Stato è davvero in grado di rimpatriare tutti coloro che non hanno titolo di rimanere in Italia oppure, nella visione estremamente concreta dei sindaci, vanno trovate soluzioni stabili che agevolino la regolarità”. “E’ dunque giunto il momento di riaprire una riflessione a 360 gradi sull’impostazione delle politiche migratorie – che chiami in causa ora più che mai l’Europa – ha concluso il sindaco – . Anche alla luce del drammatico evolversi della situazione in Ucraina, L’Europa dovrà dimostrare ancora una volta di essere una comunità pronta a mettersi in gioco a tutela dello stato di diritto e della dignità umana”.

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Paolo Padoin

Già Prefetto di Firenze Mail

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