Nuovo stadio Franchi: da Nervi all’architetto Hirsch. Ecco il progetto vincitore del restyling

Ecco il progetto del nuovo stadio Franchiu di Firenze firmato dall’architetto David Hirsch

FIRENZE – Il nuovo stadio Franchui sarà firmato dall’architetto David Hirsch dello studio Arup. Toccherà a lui dare il campo alla Fiorentina, ristrutturando il monumento degli anni Trenta di Pier Luigi Nervi. Ha disegnato un impianto da 43mila spettatori. Con tettoie per il recupero dell’acqua piovana. Alle 19,40′ di oggi, lunedì 7 marzo 2022, il sindaco, Dario Nardella ha rivelato il progetto vincitore del concorso internazionale. Otto i finalisti su 31 concorrenti. Si tratta di un’operazione da oltre 95 milioni di euro, resa possibile grazie ai fondi vincolati del Pnrr. In tutto si arriverà a 145 milioni, perchè il Comune di Firenze chiederà un ulteriore finanziamentio di 50 milioni. Il progetto vincitore è quello che, stando alla giuria, ha risposto ai requisiti, in particolare rispetto alla pianificazione. Il nuovo stadio manterrà la torre di Maratona, le tribune e le scale elicoidali, mentre saranno create nuove curve davanti a quelle esistenti, spazi commerciali (qui potrebbe entrare in gioco la Fiorentina) e un albergo intorno al Franchi. La roadmap ha tempi certi, e stretti: i cantieri devono partire nel 2023 (probabilmente a ottobre) e chiudere entro il 2026.

PROGETTO – Personalmente, lo dico subito, non mi pare abbia vinto il migliore. E’ uno stadio schematico, quello di Hirsch, meno meno avveniristico di altri inseritiu nella lista dei finalisti. Alcuni erano stele astronave, però compatibili, a mio modo di vedere, con una città come Firenze. Laconico il commento di Elisabetta Margiotta Nervi, segretaria generale della Fondazione Pier Luigi Nervi Project: “Al momento, dalla presentazione di stasera, non è possibile giudicare quanto il progetto vincitore rispetti e valorizzi l’opera di Nervi. Ha lasciato però un po’ interdetti che la cerimonia si sia soprattutto focalizzata sul mondo del calcio: per il Franchi si tratta di un investimento fatto dal ministero dei Beni culturali per valorizzare il monumento”. Si tratta, in ogni caso, della grande scommessa di Dario Nardella: il sindaco ha lanciato una sfuida chre solo il tempo dirà se potrà vincerla. E la Fiorentina? Joe Barone non si è sbilanciato. Il canone d’affitto aumen terà. Rocco Commisso dovrà decidere se investire sul commerciale o meno. Certo, si tratta di un risultato ben diverso da quello che si era prefigurato sbarcando a Firenze. Aggiungo un’altra cosa, per dovere di cronaca: questo è il quarto progetto di stadio che descrivo dopo quelli presentati dai Della Valle (due) e quello appena abbozzato, di Commisso. Sarà la volta buona? Mi auguro di sì. Soprattutto per il Campo di Marte e per chi va allo stadio. Andare nei bagni del vecchio Franchi, ora, è come scendere in una latrina maleodorante. Un altro augurio? Che non ci siano problemi giudiziari.

NARDELLA – Ed ecco la cronaca della serata nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio. “E’ ua serata storica perche’ ne abbiamo viste di tutti i colori e c’è voluto per arrivare fin qui. E’ una sfida grande” restaurare lo stadio Franchi “e la presenza di tanti personaggi importanti qui oggi testimoniano l’importanza di questo passaggio. Questo non è uno stadio fra tanti, il governo italiano lo ha definito monumento nazionale e quindi la sfida era quella di trasformare questo stadio che ha piu’ di 90 anni in una struttura moderna, sostenibile e funzionale, ed abbiamo chiamato una giuria per scegliere un progetto”. Lo ha detto il sindaco Dario Nardella nel corso della cerimonia di ufficializzazione del progetto vincitore del concorso internazionale per il restyling dello stadio ‘Franchi’ di Firenze. Ancora Nardella: “E’ la scommessa di uno stadio che da un lato va conservato, dall’altro va trasformato in una struttura funzionale. Che stadio sogno? Sogno un luogo dove ci si può sentire a proprio agio perchè c’è storia e futuro”.

CAMPIONI – Si alternano sullo schermo i progetti concorrenti. Ne passano quattro e poi altri quattro. C’è un legame comune: stadio completamente coperto ma con uno spicchio lasciato per l’intoccabile Torre di Maratona. Tutti dotati di gallerie commerciali e, intorno, eleganti spazi verdi. Al microfono si alternano il presidente del Coni, Malagò (“Firenze ha il coraggio di salvaguardare la storia e guardare avanti”), il presidente della Federcalcio, Gravina (“La burocrazia ci blocca, spero che il nuovo Franchi sia di stimolo anche per altre città”) e i grandi nomi della storia della Fiorentina: Gianvarlo De Sisti, capitano del primo scudetto, quindi Giancarlo Antognoni e Gabriel Batistuta. Non maca poi Joe Barone, direttore generale della Fiorentina. Che parla della squadra e non torna sul pèrogetto di stadio di Rocco Commisso: del resto sarebbe stato sgarbato, visto che siamo in Palazzo Vecchio. Poi, dopo tanti ricordi e celebrazioni, ecco la busta con il nome del vincitore. David Hirsch sale sul palco, pallido ed emozionato. Di lui, nel bene o nel male, si parlerà a lungo a Firenze.

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Sandro Bennucci

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