Fenomeno shrinkflation: multinazionali non alzano prezzi, ma cambiano contenuti prodotti

ANSA/DANIEL DAL ZENNARO

ROMA – Le multinazionali stanno adottando un comportamento per non far notare l’innalzamento dell’inflazione, i listini non cambiano, il contenuto dei prodotti sì. Barrette di cioccolato più piccole, pacchetti di patatine con un numero di sfoglie inferiore, flaconi riempiti a metà. L’inflazione c’è ma non si vede. E’ la nuova strategia delle multinazionali: la shrinkflation, ancora una volta un termine anglosassone, crasi del verbo ‘shrink’, restringere, e di inflation, inflazione, per dare una definizione a un fenomeno ormai diffuso in mezzo mondo. L’esempio classico che lo spiega è proprio quello del pacchetto di patatine. Chi va a fare la spesa si troverà davanti lo stesso prezzo di sempre e lo stesso pacchetto che è abituato a comprare. A cambiare è il numero di patatine all’interno, 5 o 10 in meno. Lo stesso dicasi per le confezioni di pasta, improvvisamente meno pesanti, o per il detersivo per la lavatrice. Un modo per risparmiare materia prima senza che il consumatore se ne accorga, ma riversando comunque indirettamente su chi compra il costo dei rincari.

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