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Pnrr Italia: i fondi risparmiati dal governo verranno spesi dalle regioni

ROMA – del decreto licenziato mercoledì in cdm permette alle regioni di finanziare dei «progetti bandiera» con i fondi inutilizzati del Pnrr nazionale. L’esecutivo vuol dimostrare di essere in grado di spendere tutti i soldi in arrivo e manda un segnale all’Europa, coinvolgendo anche le Regioni, che finalmente hanno un po’ di cassa cui attingere. Il «perimetro» dei progetti finanziabili è limitato, visto che devono comunque rispondere alle «mission» del Piano: digitalizzazione e transizione ecologica. Il primo a esultare per l’opportunità è stato il governatore del Veneto Luca Zaia: «Da tempo chiedevo un maggiore coinvolgimento delle Regioni nell’attuazione del Pnrr, così da individuare investimenti su misura per i territori. Siamo pronti- ha detto- per regalare al Veneto il progetto che si merita».

La ministra degli Affari regionali Mariastella Gelmini ha evidenziato l’importanza della decisione: «Ogni Regione o Provincia autonoma potrà proporre un progetto di particolare rilevanza strategica per la propria comunità: 21 macro interventi che saranno il cuore pulsante del Pnrr declinato negli enti territoriali».

Cisono però alcune voci dissonanti, come quelle dei sindaci che assicurano sarà impossibile realizzare in tempo le opere richieste dal Piano a causa della burocrazia imperante. O quella della Corte dei Conti che, a fine marzo, nella relazione sul Piano ha segnalato come «i dati disponibili, relativi ai progetti complementari, indicano che solo poco più del 50% delle somme stanziate sono state impegnate e pagate».

Si tratta di obiezioni giustificate, ma il governo ha tutto il tempoper superare le eventuali difficoltà e andare avanti con l’utilizzazione dei fondi assegnati dall’Europa al nostro Paese.

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