Il segretario Dem avverte il M5S

Letta blinda Draghi: “Se il governo cade si vota subito”. Nato e Ucraina nodi della maggioranza

Il Segretario del PD Enrico Letta (ANSA/MOURAD BALTI TOUATI)

Ucraina e Nato sono i nodi che aggrovigliano il governo di Mario Draghi. Il quale, mercoledì 18 maggio, aprirà le porte di Palazzo Chigi al primo ministro della Finlandia, Sanna Marin, sapendo che la Lega non è poi così convinta dei nuovi ingressi nella Nato. Non basta: giovedì il presidente del consiglio andrà in Parlamento per l’informativa sulla guerra in Ucraina, consapevole dei malumori Cinque stelle, che sono al lavoro per far inserire quanto prima nel calendario d’Aula un voto sull’invio delle armi.

LETTA – Draghi può scivolare su questi due ostacoli? E’ vero che nel giro di due giorni la maggioranza dovrà fare i conti con i temi più divisivi, ma è altrettanto vero che Enrico Letta provato a blindare il governo: “Sono straconvinto che andremo alla fine della legislatura”. Poi, rivolto ai Cinque Stelle che hanno una gran paura di andare a casa in anticipo, anche di pochi mesi, fa sapere: “Se il governo cade si va al voto subito. Dopo Draghi non ci sarà nessun altro in questa legislatura”. E Giuseppe Conte, chiamato a fare di necessità virtù, si è affrettato a dire: “Sottoscrivo”.

NATO – La politica estera è adesso il terreno per le battaglie di maggioranza. Matteo Salvini ha fatto sue e ha rilanciato le perplessità del ministro allo Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, sull’ingresso di Svezia e Finlandia nell’Alleanza Atlantica: “Io sono per fare di tutto per avvicinare la pace – ha detto il segretario della Lega – Allargare i confini della Nato ai confini della Russia avvicina o allontana la pace? Lascio a voi giudicare”. Anche se poi ha corretto il tiro: “Sono per l’autodeterminazione dei popoli: Finlandia e Svezia facciano quello che vogliono, sono nazioni sovrane”. Un tentennamento criticato dal Pd: “Se ora si schiera contro l’ingresso di Finlandia e Svezia nella Nato, fa direttamente un assist a Putin aiutandolo esplicitamente”, ha detto il responsabile Sicurezza del Nazareno, Enrico Borghi. Malgrado i dubbi leghisti, la posizione ufficiale del governo resta quella del ministro competente per materia, il titolare degli Esteri Luigi di Maio: “L’Italia sostiene con forza l’ingresso di Svezia e Finlandia nella Nato”. Su

M5S – Sull’Ucraina sono i cinque stelle a non allentare il pressing. Giovedì il Parlamento potrà dibattere ma non votare, perché così prevede lo strumento dell’informativa del presidente del Consiglio. Ma alla prima occasione possibile nel calendario parlamentare – hanno fatto sapere – il M5s chiederà un voto che possa definire una chiara strategia dell’Italia non solo per quel che riguarda l’invio delle armi all’Ucraina, ma anche sulla “posizione da portare nei consessi internazionali, sulla guerra e sugli sforzi diplomatici per arrivare a un negoziato”. Se ci sarà, il Pd “non si sottrarrà” al voto, ha detto Letta, che è poi tornato a lanciare “un appello a tutti affinché l’unità delle forze politiche italiane continui”. Non solo cinque stelle, però. Al Nazareno si mettono in fila tutti i distinguo, da quelli Iv sulla giustizia a quelli della Lega sui balneari, con le tensioni sul catasto anche di Fi… “Io voglio unire – ha detto Salvini . Oggi non ci si divide, chi divide fa il male del Paese, lo dico ai politici e ai giornalisti”. Ecco, il riferimento ai giornalisti mi pare fondamentale: così se le cose non vanno come il Palazzo desidera, saranno sempre loro, cioè noi, i cronisti, i capri espiatori. Come se non bastassero gli attacchi insensati, e del tutto immotivati, al quale il mondo dell’informazione, tutto, è ancora sottoposto da parte dei no vax.

Letta, M5S, politica


Sandro Bennucci

Direttore del Firenze Post
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