Il flop dell'Anm

Sciopero magistrati; flop, adesione al 50%, le cifre dell’Anm. In Cassazione solo il 23%

ROMA – La giornata di sciopero proclamata dall’Anm si è conclusa con un flop, adesioni meno del 50%. Neppure le toghe credono ormai più a quello che raccontano le loro Associazioni. A 12 anni di distanza dall’ultima protesta, allora indetta per ragioni economiche, i magistrati sono tornati a incrociare le braccia. ma nessuno se n’è accorto, pochi disagi. Stavolta l’obiettivo era la riforma del Csm e dell’ordinamento giudiziario, approvata dalla Camera e ora all’esame del Senato. Ma lo sciopero non paralizza affatto la giustizia. L’adesione a livello nazionale è di poco superiore al 48% , il che vuole dire che alla fine scioperano meno della metà dei magistrati in servizio. Una percentuale che impallidisce a fronte dell’ 80 per cento raggiunto nel 2010, e del 68 per cento del 2002 quando i giudici si mobilitarono contro la riforma dell’ordinamento giudiziario del ministro leghista Castelli.
“In un contesto generale non facile, c’è stato un livello di adesione all’astensione intorno al 50%, comunque importante. Il che dimostra come l’Anm si sia fatta interprete autorevole del disagio e della preoccupazione reale di tanti magistrati” commenta il segretario dell’Anm Salvatore Casciaro, esprimendo
l’auspio che ci sia da parte della forze politiche la volontà di confrontarsi per apportare alla riforma i “dovuti correttivi”.
Il risultato della mobilitazione però non può non deludere il sindacato delle toghe, soprattutto visto che i primi dati parlavano invece di una partecipazione superiore al 60%. Tra le grandi città, Roma è sotto la media nazionale con il 38%. Milano è al 51, ma al tribunale del capoluogo lombardo il dato scende al 39. Sopra la media Napoli (53%), Palermo (58%), Reggio Calabria (53%), Salerno (54%) e Perugia (50%). Flop
evidentissimo in Cassazione con il 23 per cento.

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Ezzelino da Montepulico


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