Smentita von der Leyen

Sanzioni Russia, la Ue non decide ancora embargo import petrolio. Gli egoismi prevalgono

Nonostante le pressioni enormi della presidente Ursula von der Leyen, la Ue non segue gli indirizzi della sua presidente e ancora non trova l’accordo per stabilire le sanzioni per l’importazione del petrolio dalla Russia del reprobo autocrate russo. Lo annuncia a malincuore la delusa e impotente presidente, la cui leadership sembra in calo vertiginoso.

“Non mi aspetto” che ci sia un’intesa sull’embargo al petrolio al vertice europeo della prossima settimana, “è inutile dare false aspettative”. E’ quanto ha sottolineato la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, in un’intervista a Politico dal forum di Davos rilasciata poco dopo la lettera dell’Ungheria al presidente del Consiglio Ue, Charles Michel, altro vertice dell’Europa inefficace e deludente.

“C’è un elemento politico da discutere, ovvero quanto gli altri 26 Paesi membri vogliono concedere all’Ungheria in fatto di investimenti, ma le principali difficoltà sono tecniche e ne stiamo parlando in questi giorni”, ha aggiunto von der Leyen.
Noi stiamo discutendo dei Paesi senza sbocco sul mare che necessitano di forniture alternative tramite gasdotti, quindi bisogna parlare degli investimenti nei gasdotti, per aumentare l’offerta, e stiamo discutendo dell’aggiornamento delle raffinerie e di investimenti nelle energie rinnovabili”, ha aggiunto von der Leyen. La presidente dell’esecutivo europeo ha ricordato di aver incontrato Viktor Orban a Budapest “per capire quali sono le implicazioni, e oggettivamente c’è un problema tecnico difficile” da risolvere. “Se necessario, sono sempre disponibile a parlagli per telefono”, ha spiegato nell’intervista pubblicata questo pomeriggio da Davos.

Ma non è solo l’Ungheria che si pone di traverso, anche la stessa Germania ha manifestato più volte perplessità sull’embargo petrolifero, temendo per i rifornimenti energetici necessari per sostenere la sua economia. Che a Scholz, a differenza di Draghi che è partito lancia in resta a sostegno delle sanzioni, preme più del sostegno alle velleità politiche di Biden e della Ursula. E intanto in Italia, oltre alla polemica sulle sanzioni, torna d’attualità il tema delle forniture di armi a Zelensky, con Salvini che si dice contrario a una quarta fornitura, che sembrerebbe nei piani del governo.

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Ezzelino da Montepulico


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