Differenti decisioni dei sindaci

Firenze, siccità: Nardella non firma ordinanza, Bilancino è quasi pieno. A Scandicci vietati usi non domestici

FIRENZE – Per quanto riguarda la carenza di acqua “a Firenze per fortuna la situazione è ancora buona e
sotto controllo. Ho avuto un confronto con il direttore generale e con il presidente di Publiacqua. L’invaso di Bilancino è praticamente pieno, grazie alla strategia che abbiamo adottato nel corso dell’anno, cioè di rilasciare lentamente l’acqua. In questo modo Bilancino salverà Firenze in un’estate di quelle che
possiamo considerare più secche, più’ torride degli ultimi 70 anni”. Lo ha detto il sindaco di Firenze, Dario Nardella, parlando del rischio siccità.

“Non sarà necessario, al momento, firmare ordinanze – ha quindi precisato Nardella – tuttavia mi sento di raccomandare a tutti i fiorentini di razionalizzare al massimo l’uso di acqua”.
Questo, ha spiegato, “vale anche per l’area metropolitana, poi ovviamente ogni sindaco ha il potere di firmare ordinanze, quindi non posso intromettermi nelle decisioni dei colleghi, tuttavia la disponibilità di acqua di Bilancino riguarda tutta l’area metropolitana”.

SCANDICCI – Nardella si riferiva evidentemente al Comune di Scandicci dove è stato stabilito il divieto assoluto di utilizzare l’acqua potabile proveniente dagli acquedotti per scopi diversi da quelli igienico domestici fino al 30 settembre. Lo prevede un’ordinanza del sindaco Sandro Fallani, rivolta agli utenti domestici, in vigore da oggi, 18 giugno.

L’ordinanza, spiega una nota, ribadisce che è proibito fare uso di acqua potabile per l’innaffiamento di parchi, giardini e orti, per il lavaggio di cortili e piazzali, per il lavaggio domestico di veicoli a motore, per il riempimento di piscine, vasche da giardino, fontane ornamentali e simili. La misura fa seguito alla necessità “di tutelare le riserve idropotabili a disposizione per l’approvvigionamento durante il periodo estivo, particolarmente critico a causa dell’aumento delle temperature, della scarsità delle precipitazioni, dell’aumento dei consumi per attività turistiche e irrigue”, e in considerazione della richiesta dell’Autorità idrica toscana con cui si comunica il passaggio del livello della severità idrica da bassa a media.

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NDR – Chi è abbastanza anziano ricorderà che, prima della costruzione dell’invaso di Bilancino, nel 1985, in una situazione di siccità molto grave (la distribuzione avveniva con autobotti per strada), l’allora responsabile della protezione civile, ministro Giuseppe Zamberletti, fece costruire un acquedotto provvisorio, ribattezzato subito il tubone, che portò a Firenze l’acqua dai laghetti dei Renai di Signa.

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