Il nuovo provvedimento

Il Governo approva decreto flussi e sanatoria per migranti irregolari. Da 18 Stati Ue contributo per accoglienza di quelli regolari

Migranti salvati al largo delle coste italiane

Il governo italiano, sempre teso ad agevolare gli ingressi e la permanenza di migranti, ha emesso l’ennesimo decreto in sanatoria, che stavolta prevede un Iter snello per l’ingresso con i flussi per i cittadini stranieri presenti in Italia al 1° maggio, anche quelli irregolari. Possono essere subito assunti una volta ricevuto il nulla osta dal datore di lavoro che ne ha fatto richiesta, senza attendere il visto d’ingresso. Per 90 giorni resteranno sospesi i procedimenti penali e amministrativi a loro carico per ingresso e soggiorno illegali.

La sanatoria è prevista dal dl n. 73/2022, in GU n. 143 del 21 giugno e in vigore da ieri, nell’ambito di una generale semplificazione delle procedure relative alle autorizzazioni al lavoro straniero, applicabili ai flussi d’ingresso 2021 (già in atto) e 2022 (da emanare).

Tre le principali novità. E’ ridotto a 30 giorni (da 60) il termine entro cui deve essere rilasciato il nulla osta al lavoro subordinato e a 20 giorni (da 30) quello per il rilascio del visto d’ingresso. I termini decorrono dalle date di presentazione delle relative domande; per quelle di nulla osta già presentate al 21 giugno, i 30 giorni decorrono da tale data (entrata in vigore dl n. 73/2022).

E’ inoltre introdotto il principio del silenzio-assenso sulle verifiche dei requisiti. In particolare, è stabilito che il nulla osta sia rilasciato anche nel caso in cui, nel termine di 30 giorni, non siano state acquisite informazioni circa l’esistenza di cause ostative al rilascio. Se tali cause sono appurate successivamente, scatterà la revoca sia del nulla osta e sia del visto d’ingresso.

Infine, sarà possibile procedere con l’assunzione subito dopo aver ottenuto il nulla osta, prima della definizione del procedimento di cui agli artt. 22 e 24 del digs n. 286/1998, il TU immigrati, che prevede la sottoscrizione del contratto di soggiorno presso lo sportello unico e la domanda per il permesso di soggiorno per motivi di lavoro.

Il governo, come detto, applica la normativa anche ai cittadini stranieri per i quali sia stata fatta domanda di nulla osta al lavoro subordinato sui flussi 2021 e risultino già presenti in Italia al 1° maggio. E’ il cittadino straniero a dover provare la sua presenza in Italia mediante rilievi fotodattiloscopici eseguiti dall’autorità di p.s. o tramite una dichiarazione in frontiera a seguito d’ingresso per motivi turistici o studio o simili oppure con qualunque altro documento rilasciata con data certa da organismi pubblici. Il datore di lavoro, ottenuto il nulla osta, può assumere lo straniero senza attendere la verifica della sua «presenza in Italia», cosa che verrà svolta dallo sportello unico al momento della sottoscrizione del contratto di soggiorno. L’esito negativo della verifica comporterà la revoca del nulla osta e del visto d’ingresso, nonché la risoluzione di diritto del contratto di lavoro.

Notizie positive dalla Ue, ma da prendersi con beneficio d’inventario, visto che la solidarietà degli altri Stati membri è finora stata nulla. Sembra che stavolta ci sia qualcosa di nuovo, visto che hanno detto sì a meccanismi di solidarietà comunitari ben 18 Stati membri. Questi hanno adottato una dichiarazione sull’attuazione di un meccanismo temporaneo di solidarietà per rispondere alle difficoltà migratorie degli Stati di primo ingresso che si affacciano sul Mediterraneo. Il contributo di solidarietà assumerà la forma di ricollocamento, cioè di una vera e propria presa in carico di richiedenti asilo già registrati in un Paese di primo ingresso. E per gli Stati che non accetteranno questa forma di solidarietà ci saranno altri contributi, finanziari o di personale, per la gestione dei confini.

Un piccolo passo in avanti, ma sempre meglio di nulla, visto che le navi Ong e gli approdi organizzati dai trafficanti di uomini continuano a riversare sulle nostre coste decine di migliaia di clandestini. Che noi dobbiamo accogliere e mantenere.

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Paolo Padoin

Già Prefetto di Firenze Mail

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