Genova: via al processo per la strage del Morandi. I parenti delle vittime parte civile

La strage el Ponte morandi, il 14 agosto del 2018

GENOVA – Si è aperto stamani, 7 luglio 2022, a Genova, il processo sul crollo del Ponte Morandi di Genova, con il via al dibattimento per 59 imputati per il disastro che il 14 agosto 2018 causò la morte di 43 persone. Tra loro ex vertici di Autostrade, come l’ex ad Giovanni Castellucci, dirigenti del Mit e funzionari del Provveditorato alle opere pubbliche. Tre le aule destinate al processo: la prima, la tensostruttura che dal periodo dell’emergenza covid e dell’udienza preliminare ospiterà imputati, legali e parti civili.

Una seconda sala a disposizione sarà quella allestita nell’aula magna con collegamento video.Alla stampa sarà invece riservata una terza aula, sempre in collegamento video, in Corte d’Assise. Domani alle 10 il presidio di fronte al tribunale promosso da Ordine dei Giornalisti, Fnsi e Gruppo Cronisti dopo che l’ordinanza del tribunale ha vietato le riprese e la diffusione di materiale video a partire dalla seconda udienza.Sarà l’inizio del percorso che dovrebbe portare a sentenza, secondo previsioni attuali, entro i primi mesi del 2024. Le accuse a carico degli imputati sono omicidio colposo plurimo, crollo doloso, omicidio stradale, attentato alla sicurezza dei trasporti, falso e omissione dolosa di dispositivi di sicurezza sul lavoro e omissione d’atti d’ufficio.

“La verità io ho sempre sostenuto che uscirà come lo scoppio di un vulcano, prima o poi viene fuori”.Lo ha spiegato Egle Possetti, portavoce del Comitato in ricordo delle vittime del ponte Morandi di Genova, parlando con i giornalisti prima di entrare a Palazzo di giustizia di Genova.

Rispondendo alle parole di uno dei legali degli imputati, per il quale “la colpevolezza deve essere accertata legalmente e fuori dalla favola”, Possetti – che il 14 agosto nel disastro perse la sorella, in auto sul viadotto con i due figli e il marito – ha aggiunto: “fosse una favola mia sorella sarebbe a casa sua”.

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Gilda Giusti

Redazione Firenze Post

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