L'autorevole parere del professore

Presidenzialismo: Cassese lo rilancia, serve a consolidare i governi

ROMA – Mentre le sinistre scagliano anatemi contro il presidenzialismo voluto dal centrodestra, e in particolare da Giorgia Meloni, l’autorevole parere di Sabino Cassese rilancia questa forma costituzionale, che potrebbe servire a rendere più stabili i governi.

“Esistono più di una decina di tipi di presidenzialismo e una delle sue forme può soddisfare un’esigenza fondamentale, quella di consolidare l’esecutivo. La Costituzione stabilisce quanto tempo durano in cariche i membri del Parlamento, quanto il presidente della Repubblica, quanto tempo i giudici della Corte costituzionale, ma non stabilisce quanto tempo durano i governi. Con la conseguenza di avere avuto
67 governi in 75 anni, mentre la Germania ne ha avuti due terzi di meno, un numero ancora inferiore di cancellieri. Quando, nell’ultimo decennio del secolo scorso, si introdusse la riforma presidenziale per comuni e regioni, si disse che si voleva sperimentare il presidenzialismo per poi trasferirlo anche a
livello nazionale. La sperimentazione ha dato risultati complessivamente positivi: perché non tenerne conto?”.

Lo afferma l’ex ministro e giurista Sabino Cassese in un’intervista al Corriere della Sera, secondo il quale si può anche modificare la Costituzione senza drammi. “Modificare la Costituzione non è un attentato alla Costituzione, se la stessa Carta prevede che possa essere modificata. Quella tedesca, che ha la stessa età di quella italiana, ha subito tre volte più modifiche di quella italiana”.

Ai critici che dicono che alcune modifiche possono stravolgere non singoli articoli della Costituzione, bensì il disegno e i motivi ispiratori di essa, Cassese spiega che “a porre un freno ha già pensato la Corte costituzionale, non da ieri, bensì da molti anni, stabilendo che i principi fondamentali, quelli scritti nei primi articoli, sono immodificabili. La Costituzione tedesca contiene alcune clausole che vengono
definite in quel Paese eterne, perché non possono essere oggetto di modifiche costituzionali. Chi pensa che la nostra democrazia possa non reggere all’alternanza che queste recenti elezioni hanno aperto, dà
implicitamente un giudizio negativo sulle scelte dei ‘padri fondatori'”, prosegue Cassese.

“Essi hanno visto lontano, hanno disegnato strutture istituzionali e forze sociali capaci di reggere, per un lungo periodo di tempo, un ordine che garantisca le libertà fondamentali e la partecipazione democratica dei cittadini”, commenta.

Una bella randellata al pensiero unico (strumentale) delle sinistre, che il titolo V della Costituzione lo hanno già modificato a maggioranza (con soli 4 voti di scarto) nel 2001. Restano solo Benigni e Napolitano a definire la nostra carta fondamentale la più bella del mondo. Del resto qualche modifica fu tentata anche da Renzi, che sbagliò a personalizzare il referendum che segnò per lui una sconfitta. Qualche aggiustamento, come si vede, non sarebbe una tragedia.

Cassese, costituzione, modifiche


Paolo Padoin

Già Prefetto di Firenze Mail

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