Giovedì 24 novembre

Firenze, Maggio Musicale: Daniele Gatti, sul podio per un concerto con brani del XX secolo di rara esecuzione

Daniele Gatti con l’Orchestra del Maggio (foto M. Monasta)

FIRENZE – Giovedì 24 novembre alle 20 il maestro Daniele Gatti dirige l’Orchestra del Maggio nella Sala Mehta al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino per il suo secondo concerto nel Festival d’Autunno, con composizioni raramente eseguite di Goffredo Petrassi, Giorgio Federico Ghedini e Alfredo Casella.

In apertura il Primo Concerto per orchestra di Goffredo Petrassi, scritto fra il 1933 e 1934 dopo il successo immediato e vastissimo della Partita per orchestra composta nel 1932; si prosegue con Musica notturna per orchestra di Giorgio Federico Ghedini, composto nel 1947 e diretto per la prima volta nello stesso anno a Torino da Fernando Previtali alla guida dell’Orchestra Sinfonica della RAI; infine il Concerto per orchestra op. 61 di Alfredo Casella, scritto su commissione nel 1937 per celebrare i cinquant’anni dalla nascita dell’Orchestra del Concertgebouw di Amsterdam. 

Il programma: 

Goffredo Petrassi, Primo Concerto per orchestra. Come altri colleghi della sua generazione, anche Goffredo Petrassi iniziò il suo cammino artistico sotto la spinta della corrente neoclassica, che lo condusse a rielaborare le forme musicali del passato in modo nuovo ed eclettico. Nella sua produzione orchestrale degli esordi figurano un Preludio e Fuga, un’Ouverture, un Divertimento, una Passacaglia, nonché la celebre Partita diretta da Alfredo Casella al Festival della Società Internazionale di Musica Contemporanea di Amsterdam nel 1934. A quel periodo risale anche il primo degli otto concerti per orchestra composti da Petrassi nell’arco di un quarantennio. Realizzato tra il 1933 e il 1934, il Primo Concerto consta di tre movimenti (Allegro, Adagio, Tempo di marcia) in cui è evidente il rimando alla scrittura concertante del concerto barocco con la contrapposizione di gruppi strumentali diversi, qui archi e ottoni, impegnati nello scambio delle medesime frasi. Tuttavia, elementi quali la rigidità meccanica del ritmo (sottolineata anche dall’impiego del pianoforte con funzione percussiva), la scrittura orchestrale asciutta e a tratti spigolosa e l’uso libero delle dissonanze collocano il concerto nel solco innovativo già tracciato da compositori come Paul Hindemith, Sergei Prokof’ev e Igor Stravinskij.

Giorgio Federico Ghedini, Musica notturna per orchestra. La stagione di riscoperta e valorizzazione delle antiche glorie nazionali, che indirizzò le scelte di molti autori italiani del primo Novecento, fu vissuta con vivo interesse anche da Giorgio Federico Ghedini. Il compositore piemontese si dedicò fin dagli esordi allo studio e alla trascrizione del patrimonio vocale e strumentale italiano rinascimentale e barocco, assorbendone la lezione in un linguaggio personale  e compiutamente moderno. A partire dagli anni Quaranta accolse, pur con parsimonia, anche tecniche compositive nuove, come la dodecafonia. Musica notturna, brano per piccola orchestra da camera, risale al 1947. In questa pagina Ghedini si cimenta con la forma del notturno, composizione strumentale di libera ispirazione particolarmente amata in epoca romantica, attraverso una scrittura che non può dirsi propriamente tonale ma nemmeno totalmente dodecafonica. Partendo dalla densità cromatica iniziale, l’autore sviluppa un contrappunto misterioso scandito da un ritmo costante, come il passo di un viandante notturno, dove talvolta emergono accordi consonanti che hanno il sapore di echi di un tempo passato. 

Alfredo Casella, Concerto per orchestra op. 61. Commissionato dall’Orchestra del Concertgebouw di Amsterdam in occasione del cinquantesimo anniversario dalla fondazione, il Concerto per orchestra op. 61 fu composto da Alfredo Casella nel 1937 e tenuto a battesimo l’anno successivo da Willem Mengelberg. Concepito per mettere in risalto le qualità dell’orchestra dedicataria dell’opera, il Concerto impiega una scrittura virtuosistica, soprattutto nella sezione degli ottoni, spesso coinvolti in passaggi particolarmente impegnativi. Articolato in tre movimenti, i cui titoli evocano forme del passato – Sinfonia, Passacaglia e Inno – il Concerto op. 61 recupera procedimenti e stilemi della musica della tradizione debitamente filtrati in chiave moderna. Nel primo movimento Casella lavora su materiali motivici di diverso profilo: un’energica fanfara degli ottoni che apre il movimento, un tema dal ritmo marcato che si muove come un moto perpetuo nella sezione degli archi e un tema lirico che vi si contrappone. Il tema della Passacaglia, grave e tortuoso, è intonato inizialmente da violoncelli e contrabbassi e ripreso e variato in quattordici variazioni sempre più complesse dalle varie sezioni dell’orchestra. L’ultimo movimento, Inno, è invece vigoroso e animato da un impulso continuo che coinvolge tutta l’orchestra.

Biglietti: Settore D: 25€ – Settore C: 40€ – Settore B: 65€ – Settore A: 100€, in vendita in biglietteria, nei punti Box Office e, senza diritti di prevendita, direttamente sul sito del Maggio

Daniele Gatti, Firenze, Musica, stagione 2022-2023, Teatro del Maggio Musicale Fiorentino

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