Juventus shock: Andrea Agnelli si dimette insieme a tutto il cda

Andrea Agnelli e Pavel Nedved (ANSA/ALESSANDRO DI MARCO)

TORINO – Clamoroso: Andrea Agnelli si è dimesso insieme a tutto il cda della Juve. Una storia che finisce dopo 12 anni. Decisive, a quanto pare, le contestazioni della Consob sulle plusvalenze. Alle prime indiscrezioni del tardo pomeriggio di oggi, 28 novembre 2022, sono seguite le azioni ufficiali: nella riunione straordinaria del cda, tenuto alla Continassa, hanno rassegnato le dimissioni il presidente Andrea Agnelli, il vicepresidente Pavel Nedved, l’amministratore delegato Maurizio Arrivabene e tutti gli altri componenti della dirigenza bianconera.

L’accusa di falso in bilancio contenuta nell’inchiesta della Procura torinese e le ultime contestazioni della Consob, hanno portato a decidere il “passo indietro”. Si chiude un’epoca assai vincente, con il record di 9 scudetti consecutivi, dal maggio 2010, quando Andrea Agnelli divenne presidente. Un’epova, va però aggiunto, anche segnata da tentativi mai riusciti di vincere la Champions.

IL COMUNICATO DEL CLUB

Le dimissioni del Cda della Juventus sono arrivate su “proposta del presidente Andrea Agnelli”. Lo si legge in una nota del club bianconero. “I membri del Consiglio di Amministrazione, considerata la centralità e rilevanza delle questioni legali e tecnico-contabili pendenti, hanno ritenuto conforme al miglior interesse sociale raccomandare che Juventus si doti di un nuovo Consiglio di Amministrazione che affronti questi temi. A tal fine, su proposta del Presidente Andrea Agnelli e onde consentire che la decisione sul rinnovo del Consiglio sia rimessa nel più breve tempo possibile all’Assemblea degli Azionisti, tutti i componenti del Consiglio di Amministrazione presenti alla riunione hanno dichiarato di rinunciare all’incarico – spiega la Juventus – Per le stesse ragioni, ciascuno dei tre amministratori titolari di deleghe (il Presidente Andrea Agnelli, il Vicepresidente Pavel Nedved e l’Amministratore Delegato Maurizio Arrivabene) ha ritenuto opportuno rimettere al Consiglio le deleghe agli stessi conferite. Il Consiglio ha, tuttavia, richiesto a Maurizio Arrivabene di mantenere la carica di Amministratore Delegato. In ragione di quanto precede, è venuta meno la maggioranza degli Amministratori in carica e, pertanto, ai sensi di legge e di statuto, il Consiglio di Amministrazione deve intendersi cessato”. 

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Paulo Soares

redazione@firenzepost.it

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