Petrolio russo: lunedì 5 dicembre scatterà l’embargo del 94% destinato ai paesi Ue. Mosca pensa a una “flotta ombra”

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BRUXELLES – Scatta l’embargo sul petrolio russo. Lunedì 5 dicembre sarà il giorno in cui entrerà in vigore l’embargo Ue alle importazioni (via mare) di petrolio russo e, stando alle stime della Commissione, circa il 94% del greggio di Mosca destinato all’Europa sarà bloccato.

Il 5 febbraio sarà poi la volta dei prodotti petroliferi raffinati. Sempre lunedì entrerà in vigore il tetto ai prezzi del greggio concordato col G7 (più l’Australia). “La Russia – precisa un alto funzionario Ue – dipende dai servizi vari legati al G7 plus, come trasporto, assicurazioni o finanziamenti, per muovere 1 milione di barili al giorno: sarà difficile per loro trovare alternative nel breve-medio termine”. 

Tuttavia, Mosca starebbe allestendo una “flotta ombra” per aggirare le restrizioni. Lo scrive il Financial Times, secondo cui, dopo l’entrata in vigore delle sanzioni, la Russia avrà bisogno di più navi cisterna perché la durata di ogni viaggio aumenterà, dal momento che il petrolio che prima veniva venduto in Europa verrà inviato a nuovi acquirenti in Asia. Per il quotidiano britannico la creazione di una “flotta ombra” ridurrà l’impatto delle sanzioni, ma non lo eliminerà. La Russia, che dipende fortemente dalle petroliere straniere per il trasporto di petrolio, ha costruito una flotta di oltre 100 petroliere obsolete, secondo il broker marittimo Braemar.

La società di consulenza energetica Rystad afferma che la Russia ha aggiunto 103 petroliere alla sua catena di approvvigionamento petrolifero nel 2022 attraverso l’acquisto e la ridistribuzione di navi che servono Iran e Venezuela, due paesi soggetti a un embargo petrolifero occidentale. La società rileva inoltre che fino a 29 superpetroliere, note come VLCC (Very Large Crude Carrier), sono state acquistate da operatori collegati alla Russia nel 2022. Si tratta di grandi petroliere per greggio, ciascuna in grado di trasportare più di 2 milioni di barili.

Si ritiene, sempre secondo il Financial Times, che la Russia abbia aggiunto alla sua flotta 31 petroliere di dimensioni Suezmax, in grado di trasportare circa 1 milione di barili ciascuna, e 49 petroliere Aframax, ciascuna in grado di trasportare circa 700.000 barili. Secondo gli analisti, la Russia sperimenterà ancora una carenza di petroliere e nei primi mesi del 2023 potrebbe incontrare difficoltà nel mantenere il livello delle esportazioni, il che porterà a un aumento dei prezzi. La Russia ha bisogno di più di 240 petroliere per mantenere gli attuali volumi di esportazione.


Ernesto Giusti


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