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Primarie Pd: nuovo scontro, proposto rinvio al 26 febbraio, ma Letta è contrario. Bonaccini spinge per ricambio

Stefano Bonaccini, candidato alla segreteria Pd

Acque agitate nel Pd, dove non si riesce ancora a trovare la quadra per il dopo-Letta. Mentre i candidati segretari per ora sono fermi a quattro, si disputa fra le varie correnti anche sulla fissazione della data delle primarie. Secondo quanto si apprende da ambienti di partito, ci sarebbe stato al Nazareno un incontro tra rappresentanti dei candidati alla segreteria, da cui sarebbe emersa una intesa di massima sulla data del 26 febbraio.

La data fissata farebbe slittare di una settimana quella – sin dall’inizio indicativa – del 19 febbraio indicata un mese fa. Se ne parlava da diversi giorni nel Pd, tra smentite e accelerate, ma alla fine il punto di incontro si sarebbe trovato tra i quattro candidati alla leaderhip – Stefano Bonaccini, Elly Schlein, Gianni Cuperlo e Paola De Micheli – su un complesso di regole che porteranno a eleggere il nuovo segretario.

In sostanza, le primarie si terrebbero il 26 febbraio, per allontanare la data dalla Regionali di Lazio e Lombardia del 12 febbraio, ed attenuare dunque i contraccolpi del voto sui gazebo. Dal Nazareno, però, filtra la posizione contraria di Enrico Letta: “Per il segretario la data per le primarie resta quella del 19 febbraio in linea con quanto già deciso. Eventualmente sarà la Direzione della prossima settimana a valutare la richiesta dei candidati, essendo la Direzione stessa delegata dall’Assemblea nazionale a gestire l’ingorgo creato dal voto imminente per il rinnovo della 4 amministrazioni regionali”.

La sintesi della situazione la fa il candidato segretario che, al momento, sembrerebbe più accreditato, Stefano Bonaccini, presidente della regione Emilia-Romagna: “Il Partito democratico deve avere un nuovo gruppo dirigente. Quando si viene da troppe ‘non vittorie’, da troppe sconfitte, chi ha avuto responsabilità può andare in panchina”. Lo ha detto Bonaccini parlando ai circoli del Pd all’estero .”Anche perché – ha aggiunto – ci sono persone che danno una mano da anni senza avere responsabilità. Altrimenti verrebbe da pensare che si è disponibili a dare una mano solo quando si è in prima fila”.

Non si intravede ancora una linea e una posizione unitaria per un partito che sta perdendo via via consensi. La sterzata dovrebbe venire dalle primarie e dalla elezione del nuovo segretario, che dovrebbe prendere le redini del Pd. Ma, al momento, la crisi dell’ex Pci, diventato adesso Pd dopo diverse trasformazioni, sembra lungi dall’essere sulla via di soluzione.

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