Skip to main content

G20 in India: nessuna condanna all’aggressione russa. Ira di Kiev. Nasce alternativa alla Via della seta

l Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nell’incontro a Nuova Delhi con il Primo Ministro dell’India, Narendra Modi, con cui si è congratulata per il successo del Vertice G20 (Foto Presidenza del Consiglio dei ministri)

Mettere tutti d’accordo non è mai facile: Nardendra Nodi, premie indiano, padrone di casa del G20 ci prova. E alla fine riesce a dire: “Abbiamo fatto la storia”. Ma nel laborioso documento finale, quasi un’esercitazione di diplomazia planetaria, manca la condanna della Russia per l’aggressione all’Ucraina. La sherpa di Mosca è soddisfatta: perchè la Russia non viene proprio citata. E Kiev appare non contrariata, ma addirittura infuriata. Giorgia Meloni ha riscosso, di nuovo, ammirazione internazionale: l’Italia destinerà all’Africa oltre il 70% del contributo per il clima. Più di 3 miliardi in 5 anni.

Va leggiamo la cronaca, al termine della prima giornata di lavori del G20, aperta con il via libera all’ingresso a pieno titolo dell’Unione Africana nel gruppo e conclusa con la firma di un memorandum per un corridoio economico tra India, Medio Oriente ed Europa, che dovrebbe essere alternativo alla Via della Seta cinese. Nel mezzo il via libera alla dichiarazione finale, con il compromesso sulla parte che riguarda la guerra in Ucraina. La Russia non viene citata, la sua aggressione non viene condannata, anche se si richiama il comunicato di Bali dell’anno scorso e le risoluzioni dell’Onu approvate in questi 18 mesi: un escamotage per ‘salvare’ il vertice, che rischiava di fallire proprio su questo punto.

E la sherpa russa ha buon gioco a definire “equilibrato” il testo, mentre Kiev lo boccia: “Il G20 non ha nulla di cui essere orgoglioso”. Le prime due sessioni del vertice – “One earth” e “One family” – sono dedicate a clima, ambiente ed energia e poi a crescita inclusiva, obiettivi del millennio, parità di genere, istruzione.

La premier Giorgia Meloni interviene per mettere in guardia da “approcci troppo radicali o asimmetrici nella transizione ecologica ed energetica che potrebbero provocare squilibri pericolosi”. Accusa ancora una volta la Russia di “usare le forniture energetiche come arma” e poi annuncia che l’Italia destinerà all’Africa oltre il 70% suo Fondo Italiano per il clima: “Questo significa 3 miliardi di euro nei prossimi 5 anni, equamente destinati a iniziative di mitigazione e adattamento”.

E chiudo con una “perla” di cronaca: prove di dialogo fra Joe Biden e il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman. Dopo essersi scambiati un freddo pugno lo scorso anno a Gedda, i due leader di stringono la mano al G20 di New Delhi, confermando così un riavvicinamento tra i due Paesi dopo le forti tensioni sui diritti umani e sull’uccisione del giornalista del Washington Post Jamal Khashoggi, di cui gli Stati Uniti ritengono Mbs responsabile.

Biden ha usato in passato parole dure contro bin Salman: all’inizio della sua amministrazione si era rifiutato di parlarci e quando era candidato al 2020 lo aveva definito un “paria”. Dietro la stretta di mano a margine dell’annuncio del corridoio economico fra India-Medio Oriente-Europa, c’è l’ambizioso piano del presidente americano di una normalizzazione dei rapporti fra Riad e Israele.

In cambio l’Arabia Saudita incasserebbe l’impegno americano a difenderla e la possibilità di arricchire l’uranio per scopi civili. L’ampliamento a Riad degli accordi di Abramo, la storica intesa perseguita e siglata da Donald Trump, è ritenuta cruciale dalla Casa Bianca per stabilizzare il Medio Oriente e metterlo al riparo dall’influenza russa e cinese.


Sandro Bennucci

Direttore del Firenze Post Scrivi al Direttore

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Firenze Post è una testata on line edita da C.A.T. - Confesercenti Toscana S.R.L.
Registro Operatori della Comunicazione n° 39741
Firenzepost small logo