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Morte di Giulia: per Filippo omicidio aggravato e sequestro, ma anche l’aggravante della premeditazione

Giulia Cecchettin

VENEZIA – Omicidio aggravato e sequestro di persona: queste le ipotesi di reato che potrebbero pesare sulla testa di Filippo Turetta. Oltre alle quali la procura di Venezia sta valutando d’inserire l’aggravante della premeditazione. L’estradizione dalla Germania avverrà, a quanto pare, entro una decina di giorni.

Tuttavia, attraverso una nota, la procura lagunare precisando che “solo all’esito delle C.T. e degli ulteriori approfondimenti potrà essere meglio chiarito lo sviluppo dei fatti e quindi il più preciso inquadramento giuridico che, in via di provvisoria, è comunque mutato in art. 575, 577 comma 2° ultima parte 605 C.P”, indicando anche il sequestro tra i reati contestati.

Autopsia e funerali, si svolgeranno dopo il rientro di Turetta dal carcere tedesco dove è in stato di fermo. Dall’Italia il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ribadisce che “saranno tempi brevi quelli per permettere quella che si chiamava estradizione dalla Germania verso l’Italia. Ci sono soltanto le pratiche burocratiche da espletare perché il ragazzo, Filippo, ha accettato di essere trasferito in Italia senza opporre alcuna resistenza di tipo giuridico”.

Quando avverrà l’estradizione da parte del ‘Servizio internazionale di cooperazione di polizia’, oltre a Turetta, verrà riportata in Italia anche la Fiat Punto di proprietà del presunto killer, utilizzata per la fuga e per trasportare il corpo di Giulia nel luogo dove è stata ritrovata. Il Ris procederà ai rilievi scientifici sul mezzo con cui verranno repertate le tracce ematiche e genetiche, con le quali verrà ricostruita la dinamica dell’omicidio.

La sorella della vittima, Elena, ha ricordato ancora una volta la figura di Giulia, strappata alla vita a soli 22 anni: “Filippo ha deciso di chiudere la vita di mia sorella e non aveva il diritto di farlo. Ma non solo la sua, lui ha spezzato anche la vita mia e della mia famiglia. Non aveva il diritto, non è nessuno per avere questo potere e non doveva prenderselo. Mi sveglio ogni mattina – ha aggiunto – e mi viene da piangere a pensare che mia sorella non è nella camera a fianco alla mia. Questa mattina me la sono immaginata mentre diceva ‘forza Ele, vai e spacca tutto’, perché lei mi supportava sempre. Mia sorella era più buona, dolce e sensibile di quanto tutti già immaginano. Era un’eterna bambina ma non nel senso di ingenua, nel senso che prendeva la vita con leggerezza e senza cattiveria. Era proprio una bella persona”.

Gino, il papà di Giulia, invece, ha postato sui sociale un cuore rosso e lo ‘screen shot’ dei messaggi con sua figlia dove ha poi commentato: “Spero di non averti svegliato, sono andato a prendere l’autobus per fare colazione con i miei amici. Ti voglio bene”, si legge nel messaggio inviato da Giulia. “Grazie amore, anche io tanto”, rispondeva il papà, quando la laureanda era ancora sorridente e felice.

Filippo Turetta, Giulia, procura di Venezia

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