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Antisemitismo negli atenei, Tajani: “Usano Israele per attaccare il governo. La Normale di Pisa sbaglia”

La manifestazione pro Palestina a Pisa

ROMA – “Vedo molta confusione anche in casa nostra, c’è chi usa le scelte del governo israeliano per attaccare Israele e gli ebrei. Mi preoccupa l’antisemitismo strisciante”. Lo dice Antonio Tajani, vicepremier e ministro degli Esteri, in un’intervista al ‘Messaggero’. La Normale di Pisa ha interrotto la collaborazione nella ricerca con Israele, “credo sia un errore – sottolinea il vicepremier – Come è una vergogna cacciare giornalisti dagli atenei solo perché ebrei. Questo antisemitismo non ha nulla a che vedere con il sostegno al popolo palestinese”.

Le università italiane tornano al centro del dibattito anche nei giorni delle festività pasquali. Dopo le polemiche dei giorni scorsi per la scuola ‘Iqbal Mashih’ di Pioltello che ha deciso di confermare la chiusura dell’istituto per il 10 di aprile in occasione della festa di fine Ramadan Eid-el-Fitr, che cade quest’anno tra il 9 e il 10 di aprile, oggi tocca a un ateneo.

A fare la stessa scelta è l’Università per stranieri di Siena, che ha deciso di sospendere la didattica il 10 aprile.Nell’atto, a firma del rettore Tommaso Montanari, viene sottolineato che la decisione è stata presa “in segno di condivisione” per la festa di fine Ramadan, ed è anche un “visibile segno di solidarietà con la popolazione palestinese di Gaza, in grandissima parte musulmana, sottoposta a un incessante, inaudito, massacro”. Una scelta che non è univoca, spiega ancora Montanari, nel ricordare che c’è anche “intenzione di sospendere la didattica anche venerdì 11 ottobre, Kippur, a un anno dalla strage del 7 ottobre”, perché “la nostra missione statutaria è costruire il multiculturalismo, e contribuire alla pacifica convivenza tra i popoli”.

Di missione educativa delle università come luoghi di scienza e ricerca ha parlato anche l’Associazione Amici della Normale di Pisa, che è tornata su un altro dei temi caldi, caldissimi, che sta infiammando l’ambiente, quello del bando di ricerca Maeci con Israele. L’associazione “ha discusso al suo interno la mozione approvata a maggioranza dal Senato accademico della Scuola il 26 marzo 2024, in particolare il punto in cui si chiede al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale di riconsiderare il Bando scientifico 2024 emesso il 21 novembre 2023 in attuazione dell’Accordo di cooperazione industriale, scientifica e tecnologica Italia-Israele.

I numerosi membri dell’associazione intervenuti hanno tutti espresso il loro sconcerto e molti la loro contrarietà alla richiesta di riconsiderazione del bando, ritenendo che istituzioni universitarie come la Normale debbano piuttosto, nel rispetto delle opinioni dei singoli, preoccuparsi di valorizzare sempre la scienza, la cultura e l’arte come elementi di dialogo e di raccordo universale”, si legge in una nota in merito alla decisione di riconsiderare il bando Maeci con Israele espressa dal Senato accademico della Normale di Pisa, chiedendo “al direttore della scuola di rendere note al Senato accademico queste considerazioni”. 

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