Sassari: cane sordo e cieco ucciso a botte da gruppo di ragazzini. Sdegno in una scultura di sabbia

SASSARI – Alex, anziano cane sordo e cieco, è morto dopo essere stato massacrato di botte da un gruppo di ragazzini il 31 agosto 2024, a Bono, durante la festa patronale del paese. Il povero e indifeso cagnolino se n’è andato il 3 settembre, dopo tre giorni di terribile agonia. Si tratta dell’ennesimo gesto di vile crudeltà da parte di giovanissimi nei confronti degli animali. E ancora una volta, come era accaduto per il gattino lanciato da un ponte in Ogliastra sempre da ragazzini, l’artista della sabbia Nicola Urru ha voluto evidenziare lo segno di tanti con una grande scultura realizzata al quinto pettine della spiaggia sassarese di Platamona.
Nel suo altorilievo di sabbia Urru ha disegnato tre piccoli demonietti che circondano il cane con dei bastoni e hanno le labbra serrate da un lucchetto. “La storia ci racconta che anche San Raimondo dopo essere stato percosso più volte durante la sua prigionia, veniva torturato da un carnefice che gli trapassava le labbra e gliele chiudeva con un lucchetto riducendolo al silenzio – spiega l’artista – Quel silenzio che ha avvolto anche testimoni e aguzzini di Alex. Un animale fragile, fiducioso sino allora dell’uomo, picchiato senza scopo se non quello del malsano divertimento”.
Da qui l’appello lanciato da Urru sui social perché chi sa o ha visto qualcosa sulla morte di Alex venga allo scoperto e parli con le autorità: “L’omertà è tra i disvalori più pericolosi e dannosi alla vita individuale e sociale poiché trasforma ogni vitalità e creatività in una lenta, quanto inesorabile agonia e morte dello spirito – denuncia – Ognuno di noi ha la possibilità di lasciare una traccia positiva di sé nella memoria altrui. Fatte che la vostra impronta non sia lasciata nella sabbia scolpendovi come dei vili codardi”.

Sulla vicenda ha presentato una denuncia ai carabinieri l’associazione animalista Leidaa, Lega italiana difesa degli animali e dell’ambiente, ma finora dei responsabili nessuna traccia.
Chi scrive questo articolo trova sconvolgente che nessuno tra i presenti, la sera del massacro, abbia avuto il coraggio e il buon senso di intervenire per porre fine a tale atrocità. E ancora oggi continua l’omertà, nessuno si è fatto avanti per denunciare i colpevoli alle forze dell’ordine. Il povero Alex è stato vittima di una crudeltà gratuita e insensata, perpetrata per “divertimento”.
