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Teatro di Rifredi: Mimmo Borrelli fa rivivere il ricordo di Eduardo De Filippo poeta

Il gelo (diffusione foto ufficio stampa)

FIRENZE – Venerdì 14 e sabato 15 novembre alle 21 al Nuovo Rifredi Scena Aperta Mimmo Borrelli con Il gelo fa rivivere il ricordo di un Eduardo De Filippo solo, intento a comporre poesie, da cui prendono forma tre manifestazioni della Napoli tipica del suo Teatro: Vincenzo De Pretore, Baccalà, Padre Cicogna. Un uomo dannato al freddo dell’ispirazione sul tavolaccio del suo scrittoio mette insieme una galleria di ritratti in suoni e parole in versi. Nella solitudine della passione del teatro che non è affatto in “principio verbo” un atto condiviso, bensì privato e privato del consenso, seppur in cerca ostinata e furibonda e luttuosa del consenso stesso. La creatività non esiste, va preparata dalle sofferenze, nutrita dalle mancanze, concimata dalle responsabilità, “attrita” dalle aspettative, nel suo meraviglioso e tragico privilegio: la libertà di creare da solo. Eduardo De Filippo amava comporre poesie durante le pause che di rado gli concedeva l’attività teatrale, tra preoccupazioni e insonnia, tra geloni e l’artrite alle nocche delle mani e del pensiero.

Dunque, Mimmo Borrelli se lo è immaginato tra le quattro mura del suo camerino, intento a fissare su carta i suoi tormenti e a ripeterli e provarli magari a bassa voce, come è solito fare chi scrive. Poiché la timidezza del primo fiato alla parola è come un neonato da cullare. Fa commuovere prima chi legge, nell’epifania della scoperta, nella caverna dell’eventuale creazione della bellezza, soggetta al giudizio della morte. Bisogna avere soffio, calore, cura e delicatezza. La prima parola data è innocente e fragile. La miseria del teatro che come la pesca è fame, libertà e vita.

Ebbene sì, troviamo la solitudine e la miseria di un drammaturgo i cui versi sono zavorrati dai conti e incaprettati dai debiti di un teatro sempre più prigione; la miseria e solitudine di un prete che si spoglia e compie per amore prima di Dio, poi della sua amata, il più scellerato dei voti; la solitudine e la miseria, condita di saggezza, dei beoni d’osteria e ludopatici votati alla fuggevolezza del tempo da rivivere attraverso la visione deforme e presente di un bicchiere; l’allegra miseria di un ladro per necessità che nel delirio della morte s’immagina un Paradiso meno sacro, più umano verso chi non ha voce; lo strazio del fallimento di un artista del cartellone di strada, che come un attore ammutolito dalla pandemia, dopo una guerra infame perde la fama e il senso del suo ruolo sociale e teatrale; la miseria di un teatrante di provincia che si chiede in scena e chiede ai suoi predecessori che senso abbia ancora scrivere per la scena.

Tra le tante liriche, tre cantiche più lunghe: tre anime del Purgatorio vere e proprie che espiano in terra la loro vita disperata, Padre Cicogna, De Pretore Vincenzo e Baccalà. Tre storie diverse segnate da un comune destino di agonia. La morte che cammina sempre al fianco, dell’umanità più viva del mondo.

Nuovo Rifredi Scena Aperta, Via Vittorio Emanuele II, 303 Tel. 055.4220361/2  rifredi@teatrodellatoscana.it 

Mimmo Borrelli in il gelo da Eduardo De Filippo, musiche a cura di Antonio della Ragione, luci e spazio scenico Salvatore Palladino, produzione Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini, Teatro della Toscana

Durata: 1h e 10’, senza intervallo

Intero € 19 Ridotto Over65 e Convenzioni € 17 Ridotto Soci e Unicoop Firenze € 16 Ridotto Under35 e Abbonati € 15 I prezzi indicati sono comprensivi dei diritti di prevendita. Gli abbonati al Teatro della Toscana hanno diritto al biglietto ridotto. Biglietteria Aperta dal lunedì al sabato, ore 16 – 19 È possibile acquistare i biglietti degli spettacoli della stagione durante le serate di spettacolo presso la biglietteria. Online su teatrodellatoscana.vivaticket.it e nei punti vendita Vivaticket

Produzione Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini, Teatro della Toscana.

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