Lavoro, Istat: disoccupazione al minimo storico. Ma calano occupati e salgono inattivi. Meloni: “Sistema produttivo cresce”

ROMA – A novembre 2026, come certifica l’Istat, la disoccupazione tocca il minimo storico in Italia, con il tasso del 5,7% al livello più basso dall’inizio delle serie storiche nel 2004. Nel frattempo tornano a calare gli occupati in Italia dopo due mesi di aumento (-34mila) mentre aumentano gli inattivi (+72mila).
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha affermato che i dati “confermano un segnale importante: la disoccupazione scende ai livelli più bassi mai registrati dall’inizio delle rilevazioni e, su base annua, l’occupazione continua a crescere”, definendoli “risultati che parlano del lavoro quotidiano di imprese, lavoratori e professionisti, e dello sforzo comune per rendere il sistema produttivo italiano più solido e competitivo, anche in un contesto complesso”.
Per la ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone, i dati Istat “fotografano un dato senza precedenti sulla disoccupazione, mai così bassa e anche un calo della disoccupazione giovanile, uno dei nostri principali obiettivi come Ministero e come Governo Meloni”.
L’Istat rileva che gli occupati sono 24 milioni 188mila, con un calo dello 0,1% di 34mil unità, fenomeno che “che coinvolge le donne, i dipendenti a termine e gli autonomi, i 15-24enni e i 35-49enni”. Il numero di occupati “cresce invece per i 25-34enni e rimane sostanzialmente stabile tra gli uomini, i dipendenti permanenti e tra chi ha almeno 50 anni d’età”. Il tasso di occupazione cala così, aggiunge l’istituto di statistica, al 62,6%. Rispetto a novembre 2024 il numero delle persone che lavorano è in aumento: sono 179mila in più, con una crescita dell0 0,7%.
L’aumento riguarda gli uomini, le donne, i 25-34enni e chi ha almeno 50 anni, a fronte della diminuzione nelle altre classi d’età. Il tasso di occupazione, in un anno, sale così di 0,3 punti percentuali. Il tasso di disoccupazione in Italia è sceso al 5,7% (-0,1 punti), così come quello giovanile, che si attesta al 18,8% (-0,8 punti). L’Istat sottolinea che la diminuzione delle persone in cerca di lavoro (-2,0%, pari a -30mila unità) riguarda gli uomini, le donne e tutte le classi d’età tranne i 25-34enni, per i quali il numero dei disoccupati è in leggero aumento. La crescita degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+0,6%, pari a +72mila unità) interessa invece entrambi i generi e tutte le classi d’età, ad eccezione dei 25-34enni, tra i quali il numero di inattivi è in calo. Il tasso di inattività sale al 33,5% (+0,2 punti).
Rispetto a novembre 2024, cala sia il numero di persone in cerca di lavoro (-6,7%, pari a -106mila unità) sia quello degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-0,3%, pari a -35mila unità).Per la segretaria confederale della Cgil, Maria Grazia Gabrielli, i dati Istat di novembre meritano “una lettura onesta e approfondita, senza nascondere le ombre profonde del mercato del lavoro italiano”.
Gabrielli sottolinea che “la riduzione della disoccupazione, infatti non coincide con un rafforzamento strutturale dell’occupazione”. Il calo dell’occupazione “colpisce soprattutto donne, giovani, lavoratori a termine e autonomi. Il tasso di occupazione scende al 62,6%, restando tra i più bassi in Europa” e il dato “più preoccupante” secondo la sindacalista della Cgil è “l’aumento del tasso di inattività, salito al 33,5%: oltre un terzo della popolazione in età da lavoro è fuori dal mercato, spesso non per scelta, ma per assenza di opportunità, servizi e politiche efficaci”.
Secondo l’ufficio studi di Confcommercio, “al di là dei numeri del singolo mese, che possono portare a guardare all’ultimo dato come fisiologico dopo un bimestre di importanti miglioramenti occupazionali, lo scenario di fondo è di un mercato del lavoro che, seppure meno dinamico rispetto all’ultimo triennio, presenta ancora importanti spunti di vivacità”.
