Editoria: “La Stampa” ceduta da Gedi al Gruppo Sae (che edita anche il Tirreno). Giornalisti subito in assemblea

TORINO – Il gruppo Gedi e il gruppo Sae hanno firmato il contratto preliminare di cessione del quotidiano La Stampa, avviando il processo che porterà sotto il controllo del nuovo editore la storica testata torinese fondata nel 1867 e per oltre un secolo punto di riferimento dell’informazione torinese e nazionale.
La chiusura dell’operazione è prevista entro giugno 2026 a conclusione delle procedure sindacali e burocratiche previste. Si avvia, intanto, alle battute finali la lunga trattativa tra Exor, la holding degli Agnelli, e la famiglia greca Kyriakou, per la vendita ad Antenna group di tutta Gedi: qualunque sia l’esito, positivo o negativo, la Stampa passerà comunque a Sae.
In via Lugaro, a Torino, dove ha sede la Stampa, è stata una giornata difficile, carica di apprensione: subito dopo l’annuncio dell’accordo tra Gedi e Sae il Cdr, il sindacato interno del giornale, ha incontrato la redazione per un’informativa e poi ha avuto un lungo confronto con l’Azienda. Un’assemblea dei giornalisti si è svolta in serata. Tra le ipotesi quella di un’assemblea permanente o di uno sciopero. La cessione della Stampa comprende anche le testate collegate, le attività digitali, il centro stampa, la rete commerciale per la raccolta pubblicitaria locale, le attività di staff e di supporto alla redazione.
L’acquisizione avverrà attraverso un veicolo di nuova costituzione, controllato da Sae, nel quale si prevede anche l’ingresso di investitori legati al territorio del Nord Ovest. Un elemento, quest’ultimo, sul quale non vengono date indicazioni più precise. Le due aziende spiegano che “l’esperienza maturata dal gruppo Sae, che opera nei settori dell’informazione e dei servizi di comunicazione a livello nazionale, costituisce una solida base per la realizzazione di un progetto editoriale sostenibile e di lungo termine. Il progetto – dicono – mira a garantire continuità nel posizionamento storico della testata, preservandone l’indipendenza editoriale e il profondo legame con il suo territorio”.
L’annuncio della trattativa in esclusiva per la cessione del quotidiano da Gedi al gruppo Sae di Alberto Leonardis risale allo scorso gennaio. Sae è proprietario già di alcuni giornali locali come la Provincia pavese, il Tirreno di Livorno, la Nuova Sardegna, la Nuova Ferrara, Gazzetta di Modena e Gazzetta di Reggio.
“È la cronaca di una cessione annunciata. La Federazione nazionale della Stampa italiana vigilerà con la dovuta attenzione e anche un rigore maggiore su ogni passaggio di questa cessione per numerosi motivi, ma essenzialmente perché è stata preceduta da indiscrezioni sulla consistenza economica del Gruppo acquirente, che ai tavoli sindacali dovrà dimostrare la capacità di pagare gli stipendi e mantenere l’occupazione tanto dei giornalisti quanto dei non giornalisti” commenta Alessandra Costante, segretaria generale della Fnsi.
Che aggiunge: “Nonostante qualche ravvedimento in corsa, la gestione Sae sul Tirreno, quotidiano molto meno complicato della Stampa, ha mostrato limiti del management del Gruppo acquirente. E oggi, alla vigilia della chiusura del piano di crisi che scadrà il 31 marzo, alla testata livornese già si sentono ventilare ipotesi di cassa integrazione al 40%, come ben sa l’Associazione Stampa Toscana».
“Vigileremo sul piano industriale e sul mantenimento dei livelli occupazionali” dice il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo. Anche la Regione Piemonte “segue con attenzione le vicende legate alla vendita del quotidiano La Stampa, patrimonio culturale del territorio” spiega il governatore Alberto Cirio. Solidarietà ai giornalisti dal leader della Fiom Michele De Palma e dalla Cisl.
“Era una cosa nell’aria. Non entro in scelte di altri gruppi che hanno evidentemente le loro motivazioni” taglia corto il presidente di Rcs MediaGroup, Urbano Cairo.
